“Fantozzi e lo sport”: il CICLISMO e la COPPA COBRAM

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

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Una delle scene più famose dell’intera saga fantozziana è quella della maledetta “Coppa Cobram”, all’interno del film “Fantozzi contro tutti”.

Dopo la morte del megadirettore in carica (ad oltre 100 anni di età, pure il morbo infantile della rosolia può essere letale) agli impiegati della Megaditta viene annunciato il nome del suo successore: il Dottor Ing. Gran Mascalzon di Gran Croc. Visconte Cobram!

“Tra tutti, quello del Visconte Cobram era il nome più temuto, era quello della corsa ciclistica… da giovane era stato un mediocre ciclista dilettante ed entrato a 18 anni nei ranghi della società, aveva fatto strada facendo il leccaculo e la spia dei potenti ed ora, raggiunto anche lui il potere, voleva che il ciclismo lo praticassero tragicamente tutti i suoi dipendenti.”

Il Visconte Cobram nel suo ufficio

Il Visconte Cobram nel suo ufficio

Dopo una iniziale raffica di domande nei confronti di Fantozzi il giorno della presentazione ai suoi sottoposti, Cobram li obbliga tutti a presentarsi al lavoro in bicicletta e ad allenarsi per qualche decina di chilometri la sera prima di tornare a casa. Inizialmente i dipendenti parcheggiano la propria auto non lontano dalla Megaditta, ma vengono immediatamente scoperti dal loro superiore che a bordo della sua auto da gerarca nazista li scorta come a bordo di una ammiraglia.

“Tre ore dopo anche Fantozzi ebbe qualche leggerissima difficoltà di movimento.”
“Pina, aiutami che non arrivo alla maniglia… ho qualcosa che non va alle articolazioni elementari…”

Il giorno dopo si presentano al lavoro in sala mensa in condizioni davvero disastrose: chi in barella, chi su un letto d’ospedale, chi in carrozzella. Fantozzi non riesce a reggersi in piedi e finisce su un piccolo carrellino in ginocchio…

“Il giorno dopo in sala mensa entrò un plotone di supermutilati di tutte le guerre! Erano i tragici partecipanti all’allenamento della sera prima!”

Cobram in sala mensa dà l'annuncio ai dipendenti

Cobram in sala mensa dà l’annuncio ai dipendenti

Nell’occasione, Cobram annuncia di mettere in palio la prima Coppa Cobram, una gara ciclistica che alla fine diventa di 70 chilometri!

Dopo di che Fantozzi e Filini, per evitare la tragica corsa, tentano invano di fingersi un illustre medico svedese camuffando la voce, ha inizio la gara…

Fantozzi e Filini nel tentativo di fingersi il medico svedese

Fantozzi e Filini nel tentativo di fingersi il medico svedese

Poco prima della partenza Fantozzi decide di prendere per 100.000 lire la “bomba” contenente metredina, simbamina, aspirina, franceschina, cocaina e peperoncino di cayenna… “Questa te lo fa pure arrizzà…!”

“Sulla salitella di Viale de Amicis, nominata poi tragicamente “cima del Diavolo”, incontrarono l’immancabile e terrificante tempesta teatro di ogni Gran Premio della Montagna. Nell’epicentro, 50 gradi sotto zero! Il geometra Belli, che assomigliava stranamente ad un’orata, si perse nella nebbia. Fu venduto a trance in un supermarket rionale.”

“Al secondo attacco del colle del Diavolo furono colti dai primi impercettibili sintomi da fatica: asfissia, occhi pallati, arresti cardiaci, lingue felpate, aurore boreali, miraggi! Ormai disidratato, Fantozzi pensò di essere vittima di un’allucinazione!”

“Al secondo passaggio nella Tempesta, un tifoso si mosse a compassione.”

Il tifoso che tira una secchiata d'acqua a Fantozzi

Il tifoso che tira una secchiata d’acqua a Fantozzi

Accompagnati dall’immancabile ambulanza e dal carro funebre, la gara continua a mietere le sue vittime… durante la discesa, ad ogni passaggio del gruppo, un dipendente finisce dritto nella trattoria “Al Curvone” irrompendo in un matrimonio e aggregandosi ai festeggiamenti (il primo è Filini a causa della rottura dei freni).

“La Coppa Cobram era ormai diventata una gara ad eliminazione. Erano rimasti solamente in due per contendersi la vittoria finale con ogni mezzo, anche il più sleale…”

Fantozzi mentre beve la "bomba"

Fantozzi mentre beve la “bomba”

Fantozzi decide di prendere la “bomba”, supera il suo avversario che, nel tentativo di agganciarsi alla sua bicicletta, finisce anch’egli alla trattoria a causa dell’alta velocità. Fantozzi, una volta tagliato il traguardo in solitaria, finisce invece dritto nel carro funebre…

@Giacomo_Baresi

“Fantozzi e lo sport”: il BILIARDO

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

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La scena del biliardo è una delle più note e divertenti nel contesto fantozziano. Il Ragionier Fantozzi, una volta scoperto che perdendo un numero considerevole di partite a biliardo col Direttore Catellani sarebbe salito di grado in azienda, decide di prendere lezioni per “imparare a perdere”.

“Quel maestro di biliardo reperito da Fantozzi dietro indicazione di un metronotte, era infatti un nottambulo inguaribile”.

Le lezioni si tenevano ogni notte alle 2 e mezza, per la sfortuna di Fantozzi che sperava di guadagnare qualche decina di minuti implorando il maestro di anticiparle all’una (ovviamente senza ottenere lo “sconto”). Quella del maestro è una figura molto interessante: impaziente, esigente, meticoloso e severo. Ogni volta che il ragioniere sbaglia un tiro e “beve” i birilli, il maestro glieli fa puntualmente mangiare perché “con lui si diventa campioni o niente”. Inoltre un’altra punizione molto usata è quella di picchiare con la stecca i dorsi delle mani di Fantozzi.

Arrivò così il giorno della tanto attesa partita col Catellani. Il pubblico è quello delle grandissime occasioni: un branco di leccaculo tutti ovviamente a fare il tifo per il loro magnifico Direttore. Tutti tranne la Pina… L’intento di Fantozzi era ovviamente quello di perdere per poter guadagnare qualche grado in azienda; ma dopo un inizio disastroso e a suon di “Coglionazzo!”, l’orgoglio del Ragionier Ugo gli permise di ribaltare il risultato: “Al 38° coglionazzo e a 49 a 2 di punteggio, Fantozzi incontrò di nuovo lo sguardo di sua moglie!”.

“E adesso rinterzo ad effetto con birillo centrale […] Calcio a 5 sponde e 11 punti […] Colpo partita: triplo filotto reale ritornato con pallino.”

Risultato? 51-49 per Fantozzi che rapì la madre del Direttore e la tenne in ostaggio per evitare ritorsioni da parte del Catellani!

Una delle pochissime soddisfazioni della vita del povero ragioniere!

@Giacomo_Baresi

“Fantozzi e lo sport”: l’ATLETICA e le Olimpiadi Aziendali

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

fantozzi_bici11Una delle scene più belle e ricca di particolari della saga fantozziana, è sicuramente quella che vede gli impiegati alle prese con l’atletica e con le Olimpiadi Aziendali.

“Il Ragionier Fonelli, grande appassionato di atletica leggera che da giovane era stato uno scadente quattrocentista, tentava invano di organizzare meeting aziendali del suo sport preferito”
I colleghi, per prenderlo in giro, lo lanciavano in aria ripetutamente dicendo di voler iscriversi al “lancio dello stronzo”.

Il lancio dello stronzo

Il lancio dello stronzo

Tuttavia durante una notte di plenilunio, Filini cercò di chiamare Fantozzi che non sentì il telefono a causa dei “vagiti” del proprio nipotino.

“…Era il collega Filini, che tentò per tutta la notte di dare a Fantozzi la più terrificante delle notizie. Attraverso una serie di spiate, di ricatti, di adesioni alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta, alla P2 e con 4 abbonamenti A VITA a Famiglia Cristiana, l’inoffensivo e dimesso ragionier Fonelli era stato improvvisamente nominato MegaDirettoreNaturale del personale, e aveva assunto il nome di Cobram II.”

Fantozzi ovviamente si presentò al lavoro senza sapere nulla proponendo di fare il “lancio dello stronzo”…

Fonelli organizzò a questo punto le prime Olimpiadi Aziendali. Le squadre che si davano battaglia erano: Ufficio Bustarelle, Ufficio Ricatti, Ufficio amministrazione e Ufficio Sinistri.

La squadra dell'Ufficio Sinistri

La squadra dell’Ufficio Sinistri

Fantozzi fu il fortunato atleta con il compito di accendere il braciere olimpico, prima del fantastico e minatorio discorso del MegaDirettoreNaturale (alla cui destra è presente un vescovo): “Dichiaro aperti i primi giochi aziendali, e ricordate: qui l’importante non è partecipare, è vincere! Alla squadra prima classificata, non saranno concessi né premi, né inni, né onori, né coppe. Viceversa, i partecipanti della squadra ultima classificata saranno tutti trasferiti nella nostra miniera di Sassu Strittu, frazione di Carbonia, e qui impiegati come muli da soma. Atleti, a voi!”

Il discorso iniziale di Fonelli dopo l'accensione del braciere da parte di Fantozzi

Il discorso iniziale di Fonelli dopo l’accensione del braciere da parte di Fantozzi

Si cominciò con i 100 metri piani nei quali era impegnato Calboni. Tuttavia, per un intoppo o per l’altro, gli atleti non riuscivano a partire…
“Alla 27^ falsa partenza ci fu il clamoroso suicidio dello starter Di Tommaso: Fantozzi fu obbligato a sostituirlo spontaneamente!”

Fantozzi invece provava altre discipline (salto in alto, salto in lungo, salto con l’asta e lancio del martello) con tragici risultati… nei 3000 siepi, una volta arrivati alla riviera, il povero ragioniere tentò con scarsi risultati di trasformare la gara in una 50 metri rana! Il lancio del peso si trasformò invece in una gara a bocce!

Fantozzi nuota nella riviera dei 3000 siepi

Fantozzi nuota nella riviera dei 3000 siepi

Infine, l’ultima gara: la staffetta. L’Ufficio Sinistri era ovviamente in ultima posizione e doveva cercare di ottenere una vittoria per non finire nella miniera sarda. Filini trasformò il testimone in un candelotto di dinamite per “stimolare” i suoi colleghi a correre più forte!

Fantozzi poco prima di tagliare tragicamente il traguardo della staffetta

Fantozzi poco prima di tagliare tragicamente il traguardo della staffetta

“Per non restare a 0 ed essere trasferiti a Sassu Strittu, frazione di Carbonia, Filini escogitò un sistema per vincere almeno l’ultima gara, la staffetta 4×100, che valeva ben 20 punti! […] Era solo in fondo un tragico espediente per costringersi a correre più forte. Nei cessi dello stadio si era svolto un agghiacciante sorteggione per il posto di ultimo frazionista: era uscito vincitore il più fortunato, Fantozzi!”

@Giacomo_Baresi

“Fantozzi e lo sport”: il TIFO!

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

“Sabato 18, alle ore 20:25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione della Coppa del Mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato, rutto libero!”

Fantozzi, da buon italiano medio, non esita a seguire tutte le partite della Nazionale che una volta erano molto più sentite dalla popolazione. Inghilterra-Italia era il match più atteso e il nostro amato ragioniere aveva preparato tutto nel migliore dei modi per seguirlo davanti al televisore in compagnia di cibo e birra a volontà.

Fantozzi mentre si mangia il frittatone di cipolle davanti alla tv

Ma il povero Fantozzi non aveva fatto i conti con la telefonata del ragionier Filini che arriva nel momento in cui ordina alla moglie di staccare il telefono. Inizialmente tirano un sospiro di sollievo dopo il temutissimo attimo di silenzio, ma poi la Pina risponde con un: “Va bene ragioniere, obbediamo!”.

La moglie si reca verso il marito per dargli la drammatica notizia: non potrà vedere la tanto attesa partita perché il Dottor Riccardelli (fanatico di cinema) voleva far vedere ai dipendenti della Megaditta un film cecoslovacco con sottotitoli in tedesco. Fantozzi rischia un infarto, ma da buon inferiore qual è, è obbligato ad andare.

Tutti, ma proprio tutti, sono davanti alla tv a guardare la partita. Così, armato di radiolina, il ragioniere si reca verso il cinema, ancora sotto shock per non poter vedere la sfida. La telecronaca di Nando Martellini è fenomenale, con un’esaltazione clamorosa della prestazione degli Azzurri.

La preoccupazione di Fantozzi mentre esce di casa con la radio

“Parata miracolosa del portiere inglese. Rimessa dal fondo. Palla controllata da Benetti che lancia Pulici sulla sinistra. Scatto formidabile e cannonata di Pulici che sfiora il palo! La palla è ora controllata a tre quarti di campo da Bellugi. Da Bellugi a Capello in funzione di ala destra. Saltato il mediano inglese McKinley che cerca di morderlo al limite dell’area. Tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello. Nuca ancora. Mischia paurosa! Naso! Nuca! Tibia! Nuca! Orecchio! Entra Pulici, fuori di un soffio! Scusate l’emozione, amici che state comodamente seduti davanti ai teleschermi, nessuno escluso, ma sono 170 anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri! La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli. […] A Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni. Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso…”

Durante il viaggio sulla Bianchina, Fantozzi sembra essere piuttosto nervoso e quando sente che qualcuno ha colpito il palo, si ferma in mezzo alla strada, si arrampica sulla finestra di un’abitazione (mentre Martellini dice che un giocatore italiano “si arrampica sulla schiena di McKinley”), sfonda il vetro è domanda: “Scusi, chi ha fatto palo?”. Di risposta ottiene un bel pugno in faccia che lo stende a terra, con il commento del telecronista che segue di pari passo la scena: “Colpito da McKinley! Schienata paurosa del portiere inglese.”

Fantozzi dopo aver infranto il vetro mentre chiede “Scusi, chi ha fatto palo?”

Lo stesso telecronista rincara la dose sulla sfortunata assenza di Fantozzi: “I 120mila di Wembley, e voi, milioni di fortunati che nessuna forza al mondo potrebbe strappare dai teleschermi, potete rendervi conto che l’Italia di questa sera fa impallidire anche il ricordo di quella dei leggendari tempi supplementari di Italia-Germania in Messico.”

All’arrivo al cinema c’è in atto un vero e proprio servizio di perquisizione da parte degli scagnozzi del Dottor Riccardelli alla ricerca di radio e affini: la Signorina Silvani in Calboni risulta essere incinta di un televisore 9 pollici, mentre Filini nascondeva una radiolina in bocca. Fantozzi riesce a scampare inizialmente alla perquisizione, ma alla fine ingenuamente da la mano alla guardia consegnandogli la propria radio!

La perquisizione

Il tanto atteso film cecoslovacco non arrivò in tempo, così i dipendenti furono costretti a rivedere per l’ennesima volta “la Corazzata Kotiomkin”… nella sala si sentivano continui commenti, che il Riccardelli credeva inerenti al film, ma…

“Non si scambiavano commenti. Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l’Italia stava vincendo per 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo…”

Dopo di che, la straordinaria performance di Fantozzi che afferma che “la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca” e la conseguente rivolta dei dipendenti, fa capire che agli italiani si può toccare tutto tranne il calcio!

@Giacomo_Baresi

“Fantozzi e lo sport”: la CACCIA

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

da “Il secondo tragico Fantozzi” (1976) di Luciano Salce

“Apertura della caccia. Quest’anno, travolto dall’implacabile Filini, sempre assatanato da nuove tragiche iniziative, anche Fantozzi ha deciso di parteciparvi. Abbigliamento di Filini: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galosce, carte topografiche e trombone da brigante calabrese. Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale stretta in vita da gigantesca cartuccera da mitragliatrice residuato della II Guerra Mondiale, fionda elastica, siero antivipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto subito fuggito durante le operazioni di partenza.”

L’abbigliamento di Fanozzi e Filini

Ancora una volta il povero Fantozzi si fa convincere a partecipare a una delle innumerevoli iniziative dell’implacabile amico Filini. Come nel caso analizzato in precedenza della partita a tennis, anche per la caccia l’abbigliamento dei due è una delle cose fondamentali: malgrado non siano dei professionisti, con vestiti e accessori stravaganti cercano di assomigliarci il più possibile, sfociando come sempre nel ridicolo.

Filini porta Fantozzi in un bosco dove afferma di trovarsi in un posto che nessuno conosce: “Guardi, c’è questa famosa collinetta. Praticamente nessun uomo ci ha mai messo piede, questo è un posto che non conosce nessuno!”

la “penna alla Robin Hood” del cappello di Filini che finisce negli occhi del povero Fantozzi

Risultato?

“Seicentoventi cacciatori in quattordici metri quadri!”

Seicentoventi cacciatori in quattordici metri quadri

Tutti i cacciatori presenti sentono il richiamo di un uccello e mirano con i fucili verso il cespuglio da cui proviene il rumore (tra cui Fantozzi con la sua fionda): era il Cavalier Margheriti dell’istituto Case Popolari che viene scambiato per una preda! In seguito il perito industriale Carletti detto “Il leprotto” per una malformazione congenita al labbro superiore, si accorse di essere insistentemente osservato e i cacciatori non gli lasciano scampo.

La caccia, piacevole passatempo domenicale, con il passare delle ore piano piano tende a trasformarsi in una vera e propria guerra: squadre di cacciatori che sembrano soldati si aggirano per il bosco.

Una “squadra” di cacciatori si aggira marciando per il bosco

“I più facoltosi si avvalsero di mezzi corazzati e cingolati con attendenti al pezzo […] Un megalomane noleggiò un aereo da bombardamento! […] I meno abbienti contrapposero le non meno efficaci astuzie della guerriglia!”

Uno dei mezzi corazzati presente

Il campo da caccia diventa un campo di battaglia, con carri armati e tutti i mezzi di una vera guerra. Generali nazisti impartiscono ordini alle truppe, mentre Fantozzi è costretto nelle retrovie a cercare un’arma da fuoco da sostituire alla sua fionda. Alcuni provano addirittura a fare agguati dagli alberi (imitati da Fantozzi, ma ovviamente con disastrosi risultati). In una delle scene finali si vedono Filini e Fantozzi che trattano lo scambio di due orecchi sinistri per l’indice della mano destra di un avvocato (con unghia).

“Le ostilità cessarono al tramonto. Tutti tornarono a casa con le loro prede e i loro trofei, giusto in tempo per vedere la Domenica Sportiva.”

Alla fine i due protagonisti vengono catturati, ma con l’orgoglio che sempre li contraddistingue, rilanciano la sfida alla domenica successiva.

 @Giacomo_Baresi

“Fantozzi e lo sport”: il CALCIO

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

da “Fantozzi” (1975), regia di Luciano Salce

Il Rag. Filini è una delle figure di riferimento per Fantozzi che puntualmente si fa incastrare in tutte le iniziative proposte. La partita a calcio tra scapoli e ammogliati è la fantastica parodia di un match aziendale, con tutti gli inconvenienti del caso.

“In ogni agglomerato umano c’è sempre la figura funesta dell’organizzatore di manifestazioni ricreative. Per la società di Fantozzi era certo Filini, ovviamente dell’ufficio sinistri. Mai Fantozzi era riuscito a sfuggire alle sue mostruose iniziative, a cominciare dalla più agghiacciante: l’annuale sfida calcistica fra scapoli e ammogliati. Queste tenzoni si svolgono sempre nel più disastrato dei campetti di periferia; le formazioni sono sempre molto ridotte, per ritardi, defezioni, proibizioni di madri, spose e medici curanti.”

Il secondo autogol di Fantozzi

Durante l’entrata in campo si possono notare perfettamente gli abbigliamenti scandalosi dei giocatori: Fantozzi si presenta con il suo tradizionale basco in testa, un suo collega indossa una casacca sopra la maglietta, un altro un’oscena berretta rossa e, mentre sono schierati a centrocampo per tradizionale saluto al pubblico (che ovviamente non c’è), se ne può notare uno addirittura con una pipa in bocca. Per non parlare di bandane, cappellini, occhiali da sole e quant’altro.

Campo? Disastroso… terra irregolare con qualche macchia d’erba qua e là e profonde pozzanghere. Sembra un campo appena arato. Durante il sorteggio (nel quale Fantozzi esclama rivolgendosi al capitano degli scapoli Calboni “Io testa, e tu?” che risponde prontamente “Pari”) la moneta lanciata in aria dall’arbitro Filini (che non parla, fischia solamente) finisce dritta in una di queste pozzanghere e va persa.

Il sorteggio

Nelle prime battute di gioco si può subito intuire il livello tecnico della partita. Movimenti goffi conditi da falli di frustrazione fanno da cornice a quest’interessante match. C’è da dire che per girare questa scena, sono stati chiamati degli acrobati professionisti visti i numeri che sono costretti a fare. Gli scapoli passano subito in vantaggio con Calboni. Dopo qualche minuto iniziano le sfortune di Fantozzi che riesce a infilare due gol, ma nella propria porta facendo imbufalire il proprio portiere… La sfortuna è però solo all’inizio, malgrado siano passati pochissimi minuti dal fischio d’inizio e il punteggio sia 3-0 per gli scapoli.

Una punizione battuta da Fantozzi

“Verso il dodicesimo del primo tempo cominciano i primi drammatici sintomi di collassi cardiocircolatori. E implacabilmente si presenta sul campo di gioco il “nuvolone da impiegati”. Ogni impiegato ha la sua nuvola personale, sono nuvole maligne che stanno in agguato anche quattordici mesi, ma quando vedono che il loro uomo è in ferie o in vacanza gli piombano sulla testa scaricandogli addosso tonnellate di pioggia fitta e gelata.”

Il campo diventa una piscina ma gli impiegati continuano imperterriti a giocare… Fantozzi si presenta con un impermeabile e una cuffia da nuoto.

Fantozzi si appresta a colpire di testa durante la bufera

“Quando Fantozzi vede San Pietro sulla traversa della porta è segno che la tragedia sta finalmente per finire”

La partita viene alla fine sospesa, con i giocatori intenti a nuotare in una pozzanghera e Filini che cerca di far rimbalzare sopra di essa il pallone. Il verdetto del campo è chiaro: “L’anno scorso vinsero gli ammogliati per 3 infarti a 2 annegati”.

@Giacomo_Baresi

“Fantozzi e lo sport”: il TENNIS

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

da “Fantozzi” (1975), regia di Luciano Salce

Fantozzi deve dimagrire. Cosa c’è di meglio allora di una partita di tennis tra colleghi? Ovviamente, dato il loro bassissimo rango sociale, l’ora e le condizioni meteorologiche erano decisamente inappropriate per giocare…

“Filini fissò il campo da tennis per la domenica più rigida dell’anno. Dalle sei alle sette antelucane. Tutte le altre ore, man mano che si avvicinava il mezzogiorno, erano occupate da giocatori di casta sempre più elevata: Direttori Clamorosi, ereditieri, cardinali e figli di tutti questi potenti.”

Filini e Fantozzi si accordano per la scelta del campo.

L’abbigliamento dei due ragionieri è davvero fantastico: cercano il più possibile di assomigliare a dei professionisti per dare un senso alla propria performance. Malgrado il loro livello tennistico sia prossimo allo zero, non esitano ad indossare vestiti che li possano fare sembrare dei veri tennisti. Ovviamente con abbinamenti che li fanno cadere nel ridicolo…

“Abbigliamento di Filini: gonnellino pantalone bianco di una sua zia ricca, maglietta Lacoste pure bianca, scarpa da passeggio di cuoio grasso, calza scozzese e giarrettiere; doppia racchettina Liberty da volano. Fantozzi: maglietta della GIL, mutanda ascellare aperta sul davanti e chiusa pietosamente con uno spillo da balia, grosso racchettone 1912, elegante visiera verde con la scritta “Casinò Municipale di Saint Vincent”

La sfida non durerà molto dato che Fantozzi dopo qualche tentativo di battuta finirà al tappeto colpito dalla sua stessa racchetta… per l’esultanza di Filini che ha vinto il match senza dover colpire nemmeno una palla!

@Giacomo_Baresi