“Fantozzi e lo sport”: il CICLISMO e la COPPA COBRAM

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

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Una delle scene più famose dell’intera saga fantozziana è quella della maledetta “Coppa Cobram”, all’interno del film “Fantozzi contro tutti”.

Dopo la morte del megadirettore in carica (ad oltre 100 anni di età, pure il morbo infantile della rosolia può essere letale) agli impiegati della Megaditta viene annunciato il nome del suo successore: il Dottor Ing. Gran Mascalzon di Gran Croc. Visconte Cobram!

“Tra tutti, quello del Visconte Cobram era il nome più temuto, era quello della corsa ciclistica… da giovane era stato un mediocre ciclista dilettante ed entrato a 18 anni nei ranghi della società, aveva fatto strada facendo il leccaculo e la spia dei potenti ed ora, raggiunto anche lui il potere, voleva che il ciclismo lo praticassero tragicamente tutti i suoi dipendenti.”

Il Visconte Cobram nel suo ufficio

Il Visconte Cobram nel suo ufficio

Dopo una iniziale raffica di domande nei confronti di Fantozzi il giorno della presentazione ai suoi sottoposti, Cobram li obbliga tutti a presentarsi al lavoro in bicicletta e ad allenarsi per qualche decina di chilometri la sera prima di tornare a casa. Inizialmente i dipendenti parcheggiano la propria auto non lontano dalla Megaditta, ma vengono immediatamente scoperti dal loro superiore che a bordo della sua auto da gerarca nazista li scorta come a bordo di una ammiraglia.

“Tre ore dopo anche Fantozzi ebbe qualche leggerissima difficoltà di movimento.”
“Pina, aiutami che non arrivo alla maniglia… ho qualcosa che non va alle articolazioni elementari…”

Il giorno dopo si presentano al lavoro in sala mensa in condizioni davvero disastrose: chi in barella, chi su un letto d’ospedale, chi in carrozzella. Fantozzi non riesce a reggersi in piedi e finisce su un piccolo carrellino in ginocchio…

“Il giorno dopo in sala mensa entrò un plotone di supermutilati di tutte le guerre! Erano i tragici partecipanti all’allenamento della sera prima!”

Cobram in sala mensa dà l'annuncio ai dipendenti

Cobram in sala mensa dà l’annuncio ai dipendenti

Nell’occasione, Cobram annuncia di mettere in palio la prima Coppa Cobram, una gara ciclistica che alla fine diventa di 70 chilometri!

Dopo di che Fantozzi e Filini, per evitare la tragica corsa, tentano invano di fingersi un illustre medico svedese camuffando la voce, ha inizio la gara…

Fantozzi e Filini nel tentativo di fingersi il medico svedese

Fantozzi e Filini nel tentativo di fingersi il medico svedese

Poco prima della partenza Fantozzi decide di prendere per 100.000 lire la “bomba” contenente metredina, simbamina, aspirina, franceschina, cocaina e peperoncino di cayenna… “Questa te lo fa pure arrizzà…!”

“Sulla salitella di Viale de Amicis, nominata poi tragicamente “cima del Diavolo”, incontrarono l’immancabile e terrificante tempesta teatro di ogni Gran Premio della Montagna. Nell’epicentro, 50 gradi sotto zero! Il geometra Belli, che assomigliava stranamente ad un’orata, si perse nella nebbia. Fu venduto a trance in un supermarket rionale.”

“Al secondo attacco del colle del Diavolo furono colti dai primi impercettibili sintomi da fatica: asfissia, occhi pallati, arresti cardiaci, lingue felpate, aurore boreali, miraggi! Ormai disidratato, Fantozzi pensò di essere vittima di un’allucinazione!”

“Al secondo passaggio nella Tempesta, un tifoso si mosse a compassione.”

Il tifoso che tira una secchiata d'acqua a Fantozzi

Il tifoso che tira una secchiata d’acqua a Fantozzi

Accompagnati dall’immancabile ambulanza e dal carro funebre, la gara continua a mietere le sue vittime… durante la discesa, ad ogni passaggio del gruppo, un dipendente finisce dritto nella trattoria “Al Curvone” irrompendo in un matrimonio e aggregandosi ai festeggiamenti (il primo è Filini a causa della rottura dei freni).

“La Coppa Cobram era ormai diventata una gara ad eliminazione. Erano rimasti solamente in due per contendersi la vittoria finale con ogni mezzo, anche il più sleale…”

Fantozzi mentre beve la "bomba"

Fantozzi mentre beve la “bomba”

Fantozzi decide di prendere la “bomba”, supera il suo avversario che, nel tentativo di agganciarsi alla sua bicicletta, finisce anch’egli alla trattoria a causa dell’alta velocità. Fantozzi, una volta tagliato il traguardo in solitaria, finisce invece dritto nel carro funebre…

@Giacomo_Baresi

Marco Pantani: il campione che non riuscì più a rialzarsi

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Il 14 febbraio è il giorno di San Valentino. Per milioni di persone è la festa degli innamorati, per gli appassionati di ciclismo invece è semplicemente l’anniversario della scomparsa di uno dei campioni più amati del ciclismo moderno: Marco Pantani. Quel tragico 14 febbraio 2004 il Pirata fu trovato morto nella sua stanza d’albergo a Rimini a causa di un’overdose di cocaina. Un fulmine a ciel sereno che impietrì l’intero mondo del ciclismo.

url-3Una carriera breve ma intensa quella del campione di Cesenatico, culminata nel 1998 con la doppietta Giro-Tour che è rimasta nella storia (più nessuno è riuscito in una simile impresa). Qualche anno prima, da più giovane, si mise in mostra sempre sulle strade delle due principali corse a tappe: il successo a soli 25 anni in solitaria sull’Alpe d’Huez nel 1995 (la sua montagna preferita) lo catapultò nel ciclismo che conta. Dopo essere stato investito da una jeep nell’ottobre dello stesso anno (rottura di tibia e perone) ed essere arrivato terzo al Mondiale in Colombia, la sua carriera subì un brusco stop. La forza d’animo che ebbe e i sacrifici che Marco dovette affrontare in quella circostanza per tornare al meglio furono immensi… Ma fortunatamente riuscì a tornare al top e a diventare il ciclista più amato dal pubblico.

Marco Pantani speeds down a descent during stage oneFino a quel tragico 5 giugno 1999. Il Pirata aveva vinto il giorno prima la 20ª tappa del Giro d’Italia da Predazzo a Madonna di Campiglio (la quarta di quell’edizione) e si apprestava ad arrivare a Milano interamente tinto di rosa. La mattina i medici dell’UCI fecero un controllo sul suo sangue che presentava un livello di globuli rossi superiore al normale: 52% con il limite di 50% (più l’1% di tolleranza). Livello di ematocrito alto e la conseguenza fu la sospensione di Pantani per 15 giorni e ovviamente la rinuncia al Giro.

Contrariamente a quanto moltissimi pensano e credono, MARCO PANTANI NON FU MAI TROVATO POSITIVO AD UN CONTROLLO ANTIDOPING. La storia di Armstrong non è assolutamente da confondere con quella del Pirata.

url-4« Mi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta, però, abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile. »

Queste furono le dichiarazioni del campione dopo i fatti di Madonna di Campiglio. Praticamente la fine della carriera di Marco che cadde in una fortissima depressione ed effettivamente non riuscì più a rialzarsi malgrado il tentativo di ritornare il mondo del ciclismo ad alti livelli. I risultati non furono più quelli sperati, ma Pantani fu ferito troppo gravemente dalle accuse senza freni e dal continuo processo mediatico che aveva subito. Un dramma che culminò con la continua assunzione di droghe fino alla morte del 14 febbraio 2004.

Questo bellissimo video della trasmissione “Sfide”, riassume perfettamente tutta la vita e la carriera del più forte scalatore di sempre.

@Giacomo_Baresi

I Giochi Olimpici di Londra 2012 riassunti in pochi istanti!

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Un bellissimo video sintetizza in soli 3 minuti i momenti più emozionanti e significativi dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Londra della scorsa estate. Si parte dalla cerimonia d’apertura per poi passare all’azione e chiudere con la cerimonia di chiusura proiettati verso Rio de Janeiro.

Un video ricco di momenti emozionanti e indimenticabili, che racchiude l’essenza dello sport. Da Usain Bolt a Jessica Ennis, per non parlare delle imprese di Mo Farah e Michael Phelps…

@Giacomo_Baresi

Il bandito e il campione: la storia di Costante Girardengo e Sante Pollastri

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Costante Girardengo è stato uno dei ciclisti italiani più forte di tutti i tempi. Nato a Novi Ligure nel 1893, vinse ben 6 Milano-Sanremo, 3 edizioni del Giro di Lombardia, 2 del Giro d’Italia e divenne addirittura per 9 volte campione italiano. Fece man bassa di successi soprattutto negli anni ’10 e ’20 dello scorso secolo, e della sua vita inoltre si ricorda il leggendario incontro con Sante Pollastri.

Costante Girardengo

Pollastri fu uno dei più famosi banditi di quel tempo. Anch’egli di Novi Ligure, era un grandissimo appassionato di ciclismo e tifoso del compaesano Girardengo. Essi avevano un amico in comune, il massaggiatore e allenatore del campione, Biagio Cavanna, che in seguito divenne lo scopritore di Fausto Coppi. Cavanna aveva allenato anche Pollastri quando era ragazzo, ma il bandito non riuscì a sfondare nel mondo del ciclismo. Nel dicembre del 1926, Pollastri era in fuga assieme ai suoi scagnozzi per cercare di lasciare il territorio italiano dopo una tragica rapina in una gioielleria di Milano culminata con l’uccisione del proprietario e di due poliziotti. In seguito morì anche un complice di Pollastri che, fermato dalla gendarmeria francese, si suicidò evitando l’arresto. Ci fu però un errore, perché il corpo dell’uomo fu scambiato per quello del più temuto bandito… iniziò per lui una lunga latitanza in Francia.

Sante Pollastri

Pollastri nell’inverno del 1932 raggiunse Parigi dove in quei giorni si disputava la “Sei Giorni” e Costante Girardengo era uno dei protagonisti più attesi. Il bandito, con il fischio che caratterizzava ogni abitante di Novi Ligure, richiamò l’attenzione di Biagio Cavanna in un velodromo gremito. Quella sera ci fu il famoso incontro: Girardengo incontrò Pollastri che gli raccontò alcuni dei suoi crimini e si fece promettere che almeno per i due mesi successivi il campione non avrebbe dovuto raccontare alle forze dell’ordine (che lo credevano morto) del loro incontro. Girardengo non esitò a raccontare tutto alla polizia che ricominciò le ricerche del bandito e lo arrestò dopo circa un anno dopo in una stazione della metropolitana parigina.

In realtà tra i due non c’era una vera e propria amicizia, ma solo una conoscenza “di paese”. Avevano 6 anni di differenza e non ebbero mai modo di allenarsi assieme in bicicletta data anche la differenza d’età. Quando Girardengo divenne professionista, Pollastri aveva solo 13 anni…

Dopo 30 anni di carcere, il bandito fu rilasciato e incominciò a lavorare come ambulante. Era ben voluto dalla gente che lo riteneva buono d’animo: per l’immaginario comune, iniziò la sua vita nel mondo del crimine a causa di una vendetta nei confronti di un militare dell’arma che gli violentò la sorella (“Fu antica miseria o un torto subito 
a fare del ragazzo un feroce bandito“). Questo bastava a giustificare tutto… Morì nel 1979 nella sua Novi, un anno dopo la scomparsa del campione.

La storia ha ispirato la famosa e bellissima canzone di Francesco De Gregori “Il bandito e il campione” che in maniera decisamente romanzata, descrive quel fatidico incontro e la vita dei due più famosi abitanti di Novi Ligure.

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta 
un’unica passione per la bicicletta 
un incrocio di destini in una strana storia 
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria 
una storia d’altri tempi, di prima del motore 
quando si correva per rabbia o per amore 
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce 
e chi sarà il campione già si capisce 
Vai Girardengo, vai grande campione 
nessuno ti segue su quello stradone 
Vai Girardengo, non si vede più Sante 
è dietro a quella curva, è sempre più distante. 
E dietro alla curva del tempo che vola 
c’è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola 
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale 
Sante il bandito ha una mira eccezionale 
e lo sanno le banche e lo sa la questura 
Sante il bandito mette proprio paura 
e non servono le taglie e non basta il coraggio 
Sante il bandito ha troppo vantaggio. 
Fu antica miseria o un torto subito 
a fare del ragazzo un feroce bandito 
ma al proprio destino nessuno gli sfugge 
cercavi giustizia ma trovasti la Legge. 
Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere 
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere 
e ti fece cadere la tua grande passione 
di aspettare l’arrivo dell’amico campione 
quel traguardo volante ti vide in manette 
brillavano al sole come due biciclette 
Sante Pollastri il tuo Giro è finito 
e già si racconta che qualcuno ha tradito. 
Vai Girardengo, vai grande campione 
nessuno ti segue su quello stradone 
Vai Girardengo, non si vede più Sante 
è sempre più lontano, è sempre più distante 
sempre più lontano, sempre più distante… 
Vai Girardengo, non si vede più Sante 
Sempre più lontano, sempre più distante…

Giacomo Baresi (@Giacomo_Baresi)

Presentato il Tour de France 2013: si partirà dalla Corsica e si arriverà di sera sugli Champs-Élysées

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Nei giorni in cui sono stati tolti a Lance Armstrong le 7 vittorie consecutive dal 1999 al 2005, è stato svelato il percorso della 100esima edizione del Tour de France che partirà il 29 giugno dalla Corsica.

Il podio dell’edizione 2012: da sinistra, Chris Froome, Bradley Wiggins e Vincenzo Nibali

E’ la prima volta che la gara tocca l’isola corsa e lo farà con ben 3 tappe con arrivi a Bastia, Ajaccio e Calvi. Dopo la cronometro a squadre di Nizza, il gruppo si trasferirà ad ovest con 3 tappe per velocisti per giungere sui Pirenei per l’8ª e la 9ª tappa con arrivi per scalatori a Ax 3 Domaines e Bagnères de Bigorre.

Tifoso “originale” sempre presente sulle strade di Giro e Tour

Dopo il primo giorno di riposo, la carovana si trasferirà a nord, in Bretagna e Normandia con la cronometro individuale di 33km che da Avranches porterà a Mont Saint Michel. In seguito altre tappe per velocisti, fino al 14 luglio, giorno della festa nazionale francese, dove il gruppo sarà impegnato nella tappa più lunga (ben 242km) che porterà gli atleti sul Mont Ventoux (molto caro a Francesco Petrarca): una salita di circa 21km con una media del 7,5%. Una salita che non ha mai deluso le aspettative malgrado non sia tra le più dure, ma la sua lunghezza ha sempre fatto molta selezione.

Il tratto finale della salita del Mont Ventoux

Secondo giorno di riposo e si arriva finalmente sulle Alpi dove probabilmente si deciderà la corsa. Prima una cronometro individuale di 32km da Embrun a Chorges testerà le gambe dei ciclisti prima della 18esima tappa che vede la doppia ascesa al regno di Marco Pantani: l’Alpe d’Huez. Infine gli arrivi a Le Grand Bornand e Mont Semnoz saranno sicuramente decisivi prima della passerella finale sugli Champs-Élysées che in questa edizione sarà per la prima volta di sera.

Il gruppo sugli Champs-Élysées

Un Tour dunque sulla carta molto più spettacolare rispetto a quello dello scorso anno, disegnato per un crono man e infatti vinto da Bradley Wiggins. Alberto Contador potrebbe essere l’uomo da battere, ma occhio a Chris Froome, lo scorso anno secondo, che potrebbe trovare proprio in Wiggins (che con ogni probabilità si dedicherà al Giro) uno speciale alleato. Ultima chiamata anche per Andy Schleck, vincitore a tavolino del Tour 2010 che dopo anni di piazzamenti, vuole confermare la sua classe “sul campo”. Sicuramente i nuovi giovani del mondo del ciclismo saranno in prima linea per darsi battaglia e mettersi in mostra come è avvenuto nella scorsa edizione. Vincenzo Nibali, se punterà alla vittoria del Giro, difficilmente potrà essere protagonista anche al Tour, ma non si sa mai…

  • 7 tappe pianeggianti
  • 5 tappe di media montagna
  • 6 tappe di montagna con 4 arrivi in salita
  • 2 cronometro individuali
  • 1 cronometro a squadre
  • 2 giorni di riposo

Partenza: 29 giugno
Arrivo: 21 luglio

Totale: 21 tappe e 3479km

1 On-line Saturday, June 29th Porto-Vecchio > Bastia 212 km
2 On-line Sunday, June 30th Bastia > Ajaccio 154 km
3 On-line Monday, July 1st Ajaccio > Calvi 145 km
4 Team time-trial Tuesday, July 2nd Nice > Nice 25 km
5 On-line Wednesday, July 3rd Cagnes-sur-Mer > Marseille 219 km
6 On-line Thursday, July 4th Aix-en-Provence > Montpellier 176 km
7 On-line Friday, July 5th Montpellier > Albi 205 km
8 On-line Saturday, July 6th Castres > Ax 3 Domaines 194 km
9 On-line Sunday, July 7th Saint-Girons > Bagnères-de-Bigorre 165 km
Rest day Monday, July 8th Saint-Nazaire – Loire-Atlantique
10 On-line Tuesday, July 9th Saint-Gildas-des-Bois > Saint-Malo 193 km
11 Individual time-trial Wednesday, July 10th Avranches > Mont-Saint-Michel 33 km
12 On-line Thursday, July 11th Fougères > Tours 218 km
13 On-line Friday, July 12th Tours > Saint-Amand-Montrond 173 km
14 On-line Saturday, July 13th Saint-Pourçain-sur-Sioule > Lyon 191 km
15 On-line Sunday, July 14th Givors > Mont Ventoux 242 km
Rest day Monday, July 15th Vaucluse
16 On-line Tuesday, July 16th Vaison-la-Romaine > Gap 168 km
17 Individual time-trial Wednesday, July 17th Embrun > Chorges 32 km
18 On-line Thursday, July 18th Gap > Alpe-d’Huez 168 km
19 On-line Friday, July 19th Bourg-d’Oisans > Le Grand-Bornand 204 km
20 On-line Saturday, July 20th Annecy > Annecy – Semnoz 125 km
21 On-line Sunday, July 21st Versailles > Paris Champs-Élysées 118 km

@Giacomo_Baresi

Il mondo del ciclismo piange la scomparsa di Fiorenzo Magni, eroe dell’epoca d’oro

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Il Leone delle Fiandre ha smesso di ruggire.

Fiorenzo Magni se n’è andato all’età di quasi 92 anni dopo una vita passata a pedalare: vinse ben tre edizioni del Giro d’Italia (1948, 1951, 1955) negli anni in cui i nomi più famosi e amati erano quelli di Fausto Coppi e di Gino Bartali (è chiamato infatti il “terzo uomo” dell’epoca d’oro). Nel suo ricchissimo palmarès manca però la vittoria al Tour de France: nel 1950, mentre era maglia gialla, non partì per la 12ª tappa assieme a tutti gli altri ciclisti italiani per solidarietà a Bartali, aggredito il giorno prima sul Col d’Aspin da alcuni tifosi francesi. Chissà quante volte ha rimpianto quella scelta…

I protagonisti dell’epoca d’oro: Magni, Bartali e Coppi

Ma l’impresa più importante fu quella di vincere per tre anni consecutivi il Giro delle Fiandre (malgrado siano in 5 nella storia ad avere trionfato per 3 volte, rimane l’unico ad aver vinto consecutivamente). Dal 1949 al 1951 ottenne sensazionali vittorie in una della principali “classiche monumento” del ciclismo mondiale.

Nel 1956 terminò la sua carriera chiudendo al secondo posto il Giro d’Italia, ma lo fece in maniera sensazionale, in un ciclismo che lontano dalle attuali e continue ombre di doping, che riusciva a regalare emozioni uniche e imprese sensazionali. Durante quel Giro cadde e si fratturò una clavicola; ma decise di non ritirarsi e in una cronoscalata sul San Luca, è rimasta nella storia l’immagine di lui mentre, per resistere al dolore, mordeva un tubolare attaccato al manubrio. Cose d’altri tempi, che sicuramente nel ciclismo moderno non saremmo più in grado di vedere.

Fiorenzo Magni mentre stringe tra i denti il famoso tubolare

Vinse per tre volte anche il titolo italiano, mentre dal 1963 al 1966 divenne CT della nazionale. Il titolo mondiale lo sfiorò solamente nel 1951, quando a Varese conquistò la medaglia d’argento alle spalle dello svizzero Ferdi Kübler.

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Massimo Carrera e Paolo Savoldelli protagonisti di due “speciali” canzoni del cantante bergamasco Bepi.

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Come tutti sappiamo, Massimo Carrera è stato sulla panchina della Juventus fino al termine della squalifica di Antonio Conte.

CARRERADal 1996 al 2003 quando era ancora calciatore, vestì la maglia dell’Atalanta (ceduto al club bergamasco proprio dalle Juve) e divenne bandiera e capitano della Dea (242 presenze e 4 reti per lui). Amatissimo dai tifosi, tanto che il folcloristico cantante Bepi gli ha dedicato una canzone in dialetto bergamasco sulle note di “Maledetta primavera” interpretata da Loretta Goggi all’inizio degli anni ’80. Canzone simpaticissima che prende in giro il giocatore, non un fenomeno con la palla tra i piedi, ma che dimostra l’affetto dei tifosi nei suoi confronti. Tanto che quando faceva un intervento prendeva “Caegia, bala, erba e tera” (Caviglia, palla, erba e terra).

“Arde Vieri e Nesta a zuegà
L’è pioe l’tep chi pasa a sircà ppetenàs
I sistema ol cerchietto coi mà
Al party mondano
Col telefonino in mano
Che importa di un sogno erotico se
Al risveglio non c’è Massimo Carrera
Anche quest’anno per me
L’ìa mei sa lue l’ghera
Caegia, bala, erba e tera
Cuntra l’Messina
A tlo edìet po’ dàs de fa
Se per innamorarmi ancora
Tornerai super Massimo Carrera
Che importa se ha un’autonomia di un quarto d’ora
L’è oena bandiera
Grande Massimo Carrera
Al sarès mei dì l’era
Ma per cuent mè l’è amò chè
I là vendìt al Napoli de fa
Per daga a Vugrinec de bìf e de maià
Adès ca nsè ndacc in serie A
Al sarès amò mportante
Ciapanne poche dan fò tante
Carrera attaccante
E diga a Doni ddaga là!
Glenn Peter Stromberg
Evair, Magnocavallo
Rustico e Gallo
Suegadùr de tegnì a mà
Che importa se ha un’autonomia di un quarto d’ora
L’è oena bandiera
Grande Massimo Carrera
Al sarès mei dì l’era
Ma l pioe grant to sé amò te!”

Altra perla “sportiva” del Bepi è la canzone “Falco Saoldel”, dedicata interamente al suo compaesano Paolo Savoldelli, vincitore di due edizioni del Giro d’Italia (2002 e 2005) e soprannominato “Falco” per la sua abilità nelle discese, in quanto si gettava in picchiata proprio come un falco. “Al vé zo a ciot dal Murtiröl o dal Tonal” (Scende giù “a chiodo” (ad alta velocità) dal Mortirolo o dal Tonale).

paolo-savoldelli

“I ma dìs dài, i ma dìs brao, i ma dìs bèl
I ma dìs Falco Saoldèl!
Incö Ruèta l’è ‘nfina piö bèl
Stasira al rìa Paolo Saoldèl
Töta la sét la cor a ‘ndà de fò
La ensìt ol gìr, a ‘lla ensìt lü, ‘lla ensìt amò! 

Falco Saoldèl, Falco Saoldèl
Al vé zo a ciot dal Murtiröl o dal Tonal
Falco Saoldèl, gnac a sunàga
Al vé zo a ciot e töcc chi oter i la fa ‘n braga 

I ma dìs dài, i ma dìs brao, i ma dìs bèl
I ma dìs Falco Saoldèl! 

Al turna ‘n mént ol nom del Marinù *
Sura du röde l’era ü grànt po’ a lü
Ma ché a Ruèta ol rösa l’è töt tò
To é ensìt ol gìr, to lé ensìt tè, To é ensìt amò! 

Falco Saoldèl, Falco Saoldèl
Al vé zo a ciot dal Murtiröl o dal Tonal
Falco Saoldèl, gnac a sunàga
Al vé zo a ciot e töcc chi oter i la fa ‘n braga 

E mé de bici ga na so mìa tàt
Fo sènto méter pò ‘l ma manca ‘l fiàt
Al gìr d’Italia al vèns mìa Damiano Preda
‘l ga öl la crapa, i gambe e ‘l cör c’al rèda 

E certa zét ‘ndo ìela du agn fa
A ‘ndà sö e zo ‘nda éta l’è malfà
I disìa Simoni o Cunego, però
O ensìt ol gir, a ‘llo ensìt mé, ‘lo ensìt amò!!! 

I ma dìs dài, i ma dìs brao, i ma dìs bèl
I ma dìs Falco Saoldèl 

Falco Saoldèl, Falco Saoldèl
Al vé zo a ciot dal Murtiröl o dal Tonal
Falco Saoldèl, gnac a sunàga
Al vé zo a ciot e töcc chi oter i la fa ‘n braga”

@Giacomo_Baresi

Svelato il 96° Giro d’Italia. Partenza da Napoli, arrivo a Brescia.

Si è finalmente aperto il sipario sul 96° Giro d’Italia.
Saranno 21, come di consueto, le tappe che porteranno la carovana rosa in 23 giorni (dal 4 maggio al 26 maggio) da Napoli a Brescia per un Giro che si profila interessante e ricco di ottimi spunti per i corridori che dovranno far dimenticare il deludente spettacolo della scorsa edizione.

Vincenzo Nibali, Alberto Contador, Ryder Hesjedal e Mark Cavendish brindano alla presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2013

18 le tappe in linea
1 crono a squadre
1 crono individuale
1 cronoscalata individuale

Si parte da Napoli dopo 50 anni dall’ultima volta con una tappa in linea che con ogni probabilità sarà terreno fertile per i velocisti. I giorno seguente invece la farà da padrone la crono a squadre di Ischia, 17,4 km contro il tempo dove solo il team migliore riuscirà ad avere la meglio. Poi per tutta la prima settimana si toccheranno le regioni del sud Italia, con un mix di probabili arrivi in volata e tipici finali insidiosi. La cronometro individuale di Saltara (55km) sarà un importante banco di prova per chi ambisce alla maglia rosa. La prima settimana si chiude con l’arrivo a Firenze e una tappa sulle strade del grande Gino Bartali.

Mark Cavendish trionfa con la maglia iridata nella quinta tappa del Giro 2012

Dopo il primo giorno di riposo, arrivano le Alpi: prima l’arrivo in salita sull’Altopiano del Montasio, mentre l’11ª tappa è dedicata al ricordo della tragedia del Vajont di 50 anni fa (1963-2013). La tappa seguente partirà proprio da Longarone, paese completamente distrutto in quell’evento. Omaggio anche a Giuseppe Verdi con la partenza della 13ª tappa da Busseto. Si passa poi sulle Alpi Occidentali con un primo arrivo a Bardonecchia (si scalerà il Sestriere) seguito dalla tappa regina che arriverà dopo lo sconfinamento in Francia sul Col du Galibier, montagna tradizionale del Tour de France che nel 1998 incoronò Marco Pantani.

Contador in maglia rosa in azione sulle rampe di una tappa del Giro 2011

Nella terza settimana c’è ancora spazio per i velocisti: gli arrivi di Ivrea e Vicenza potrebbero fare al caso loro prima della temibilissima cronoscalata che da Mori porterà i corridori a Polsa; quasi 20km di passione che potrebbero scremare ulteriormente gli atleti in lizza per la vittoria finale. Le ultime due tappe alpine sono come al solito da brividi: la 19ª porterà il gruppo da Ponte di Legno alla Val Martello (si affronteranno nello stesso giorno Gavia e Stelvio, rispettivamente 2621m e 2758m, la seconda Cima Coppi), mentre la 20ª tappa da Silandro alle Tre Cime di Lavaredo è una garanzia. L’ultima volta trionfò Riccardo Riccò nel 2008. E’ il classico tappone dolomitico che vedrà ben 5 GPM: Passo Costalunga, Passo San Pellegrino, Passo Giau, Passo Tre Croci e l’arrivo finale sotto le Tre Cime.
Passerella finale a Brescia, dopo la partenza da Riese, città natale di Papa Pio X.

Altimetria del tappone dolomitico

Un Giro dunque che come detto si profila molto interessante, ma (dopo l’esperienza dello scorso anno) ricordiamoci che la corsa la fanno i corridori… Un’ultima settimana molto dura, ma un po’ meno rispetto a quella della scorsa edizione, dove i contendenti non avevano mai osato attaccare per paura di saltare in vista delle ultime fatiche; potrebbe giovarne lo spettacolo. Un Giro a prima vista quindi impostato molto bene, con arrivi vari e non sempre scontati. Ora non ci resta che sperare che ciclisti del calibro di Contador, Nibali e Gilbert possano prendere parte alla competizione. Praticamente già confermati il solito Cavendish e il detentore del titolo Ryder Hesjedal.

Ryder Hesjedal col trofeo dopo la vittoria del Giro d’Italia 2012 in Piazza Duomo a Milano

1ª tappa4 maggio NAPOLI – NAPOLI 156 km
2ª tappa5 maggio ISCHIA – FORIO (crono a squadre) 17,4 km
3ª tappa6 maggio SORRENTO – MARINA DI ASCEA 212 km
4ª tappa7 maggio POLICASTRO BUSSENTINO – SERRA SAN BRUNO 244 km
5ª tappa8 maggio COSENZA – MATERA 199 km
6ª tappa9 maggio MOLA DI BARI – MARGHERITA DI SAVOIA 154 km
7ª tappa10 maggio SAN SALVO – PESCARA 162 km
8ª tappa11 maggio GABICCE MARE – SALTARA (crono individuale) 55,5 km
9ª tappa12 maggio SANSEPOLCRO – FIRENZE 181 km
13 maggio Giorno di riposo
10ª tappa14 maggio CORDENONS – ALTOPIANO DEL MONTASIO 167 km
11ª tappa15 maggio TARVISIO (Cave del Predil) – VAJONT 1963/2013 (Erto e Casso) 184 km
12ª tappa 16 maggio LONGARONE – TREVISO 127 km
13ª tappa 17 maggio BUSSETO – CHERASCO 242 km
14ª tappa18 maggio CERVERE – BARDONECCHIA 156 km
15ª tappa19 maggio CESANA TORINESE – COL DU GALIBIER (Valloire) 150 km
20 maggio Giorno di riposo
16ª tappa21 maggio VALLOIRE – IVREA 237 km
17ª tappa22 maggio CARAVAGGIO – VICENZA 203 km
18ª tappa23 maggio MORI – POLSA (cronoscalata individuale) 19,4 km
19ª tappa24 maggio PONTE DI LEGNO – VAL MARTELLO /MARTELLTAL 138 km
20ª tappa25 maggio SILANDRO/SCHLANDERS – TRE CIME DI LAVAREDO (Auronzo di Cadore) 202 km
21ª tappa26 maggio RIESE PIO X – BRESCIA 199 km

La planimetria del Giro 2013

@Giacomo_Baresi

Indiscrezioni sul Giro d’Italia in attesa della presentazione ufficiale

Mancano tre giorni alla presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2013, ma è già filtrata qualche indiscrezione.

Innanzitutto per la partenza è stata già confermata la città di Napoli che da oltre 50 anni aspettava quest’evento. Dopo di che la novità dovrebbe essere una corno squadre sull’isola di Ischia.

Il Col du Galibier sarà protagonista della 15esima tappa. La storica montagna francese che ha consacrato Marco Pantani nel 1998 al Tour de France, sarà per la prima volta scalata anche al Giro d’Italia. Una tappa che gli appassionati non si perderanno per nulla al mondo.

Per la 20esima tappa invece si torna sulle Cime di Lavaredo dove probabilmente si deciderà la corsa rosa: il regno del Cannibale Merckx, l’ultima volta fu affrontato nel 2007 quando Riccardo Riccò trionfò davanti a Leonardo Piepoli.

Passerella finale con ogni probabilità a Brescia, stando alle parole dei giornali locali.

In attesa della presentazione di domenica 30 settembre, vi lascio il bellissimo promo ufficiale del Giro.

@Giacomo_Baresi

Filippo Pozzato squalificato per 3 mesi. Ma tutto ciò ha senso?

“Ke BUFFONATA”

Così Pippo Pozzato ha commentato attraverso Twitter la sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping che lo ha squalificato per 3 mesi. Una squalifica strana quella ricevuta dal ciclista veneto, dettata dalle frequentazioni con il famosissimo Michele Ferrari, ex medico di Lance Armstrong e tornato recentemente sotto i riflettori per il caso Schwazer, perciò inibito a vita dall’Usada. Pozzato potrà tornare a correre il 18 settembre, dato che era stato fermato a giugno in via precauzionale a causa di un deferimento, e quindi ha già scontato la squalifica. Purtroppo ha dovuto saltare i Giochi Olimpici di Londra ai quali puntava e sarà costretto a guardare alla tv anche l’imminente Mondiale di Valkenburg.

Filippo Pozzato alza le braccia sul traguardo con la maglia della Farnese-Vini

Ma è giusto che Pozzato sia stato squalificato seppur non sia mai stato trovato positivo ad un test antidoping? Ovviamente per me la risposta è no. La stagione del ciclista è ormai compromessa e per di più deve anche pagare una multa di 10.000 euro più altri 2.000 di spese processuali.
In un ciclismo che dal canto suo sta cercando di guarire dalla malattia “doping”, mi sembra però davvero eccessivo squalificare un atleta per le sue frequentazioni. Fino a quando non ci sono le prove effettive della positività, perché dover accanirsi in questa maniera? Prevenire è sicuramente meglio che curare, ma credo sia giusto avere in mano le prove prima di attuare sanzioni del genere.

Ora non mi resta che augurare a Pippo un pronto ritorno alle gare e alle vittorie!

@Giacomo_Baresi