“Fantozzi e lo sport”: il TIFO!

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

“Sabato 18, alle ore 20:25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione della Coppa del Mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato, rutto libero!”

Fantozzi, da buon italiano medio, non esita a seguire tutte le partite della Nazionale che una volta erano molto più sentite dalla popolazione. Inghilterra-Italia era il match più atteso e il nostro amato ragioniere aveva preparato tutto nel migliore dei modi per seguirlo davanti al televisore in compagnia di cibo e birra a volontà.

Fantozzi mentre si mangia il frittatone di cipolle davanti alla tv

Ma il povero Fantozzi non aveva fatto i conti con la telefonata del ragionier Filini che arriva nel momento in cui ordina alla moglie di staccare il telefono. Inizialmente tirano un sospiro di sollievo dopo il temutissimo attimo di silenzio, ma poi la Pina risponde con un: “Va bene ragioniere, obbediamo!”.

La moglie si reca verso il marito per dargli la drammatica notizia: non potrà vedere la tanto attesa partita perché il Dottor Riccardelli (fanatico di cinema) voleva far vedere ai dipendenti della Megaditta un film cecoslovacco con sottotitoli in tedesco. Fantozzi rischia un infarto, ma da buon inferiore qual è, è obbligato ad andare.

Tutti, ma proprio tutti, sono davanti alla tv a guardare la partita. Così, armato di radiolina, il ragioniere si reca verso il cinema, ancora sotto shock per non poter vedere la sfida. La telecronaca di Nando Martellini è fenomenale, con un’esaltazione clamorosa della prestazione degli Azzurri.

La preoccupazione di Fantozzi mentre esce di casa con la radio

“Parata miracolosa del portiere inglese. Rimessa dal fondo. Palla controllata da Benetti che lancia Pulici sulla sinistra. Scatto formidabile e cannonata di Pulici che sfiora il palo! La palla è ora controllata a tre quarti di campo da Bellugi. Da Bellugi a Capello in funzione di ala destra. Saltato il mediano inglese McKinley che cerca di morderlo al limite dell’area. Tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello. Nuca ancora. Mischia paurosa! Naso! Nuca! Tibia! Nuca! Orecchio! Entra Pulici, fuori di un soffio! Scusate l’emozione, amici che state comodamente seduti davanti ai teleschermi, nessuno escluso, ma sono 170 anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri! La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli. […] A Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni. Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso…”

Durante il viaggio sulla Bianchina, Fantozzi sembra essere piuttosto nervoso e quando sente che qualcuno ha colpito il palo, si ferma in mezzo alla strada, si arrampica sulla finestra di un’abitazione (mentre Martellini dice che un giocatore italiano “si arrampica sulla schiena di McKinley”), sfonda il vetro è domanda: “Scusi, chi ha fatto palo?”. Di risposta ottiene un bel pugno in faccia che lo stende a terra, con il commento del telecronista che segue di pari passo la scena: “Colpito da McKinley! Schienata paurosa del portiere inglese.”

Fantozzi dopo aver infranto il vetro mentre chiede “Scusi, chi ha fatto palo?”

Lo stesso telecronista rincara la dose sulla sfortunata assenza di Fantozzi: “I 120mila di Wembley, e voi, milioni di fortunati che nessuna forza al mondo potrebbe strappare dai teleschermi, potete rendervi conto che l’Italia di questa sera fa impallidire anche il ricordo di quella dei leggendari tempi supplementari di Italia-Germania in Messico.”

All’arrivo al cinema c’è in atto un vero e proprio servizio di perquisizione da parte degli scagnozzi del Dottor Riccardelli alla ricerca di radio e affini: la Signorina Silvani in Calboni risulta essere incinta di un televisore 9 pollici, mentre Filini nascondeva una radiolina in bocca. Fantozzi riesce a scampare inizialmente alla perquisizione, ma alla fine ingenuamente da la mano alla guardia consegnandogli la propria radio!

La perquisizione

Il tanto atteso film cecoslovacco non arrivò in tempo, così i dipendenti furono costretti a rivedere per l’ennesima volta “la Corazzata Kotiomkin”… nella sala si sentivano continui commenti, che il Riccardelli credeva inerenti al film, ma…

“Non si scambiavano commenti. Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l’Italia stava vincendo per 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo…”

Dopo di che, la straordinaria performance di Fantozzi che afferma che “la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca” e la conseguente rivolta dei dipendenti, fa capire che agli italiani si può toccare tutto tranne il calcio!

@Giacomo_Baresi

“Derby nel mondo”: il Superclásico Boca Juniors-River Plate

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La nuova rubrica “Derby nel mondo” analizzerà ogni settimana un derby calcistico che nella storia del calcio è famoso per lo spettacolo, per la rivalità tra le tifoserie o per il prestigio.

BOCA-RIVER: Giocate 229. Vittorie Boca 83. Vittorie River 75. Pareggi 72.

Il derby di oggi è il famoso Superclásico, la sfida tra le due squadre di Buenos Aires, il Boca Juniors e il River Plate. E’ sicuramente una delle gare più interessanti ed affascinanti del mondo e, il 28 ottobre 2012, si è tornati a giocarla nella massima serie dopo circa un anno e mezzo a causa dell’incredibile ma temporanea retrocessione in seconda divisione del River alla fine del 2011. E’ stata la prima volta che in una stagione il match più importante dell’Argentina non si è giocato.

Entrambi i club furono fondati all’inizio del ‘900 nel quartiere della capitale argentina chiamato La Boca. Il River Plate nacque nel 1901 e i suoi tifosi sono chiamati Los Millonarios: infatti i suoi fondatori erano, come si intuisce dal nome, persone senza troppi problemi economici e inizialmente era la squadra delle classi sociali più elevate. In contrasto proprio con il Boca Juniors, fondato nel 1905 da un gruppo di immigrati genovesi (i tifosi sono infatti chiamati Xeneizes, Genovesi) che come supporter aveva persone delle classi popolari. Tuttavia questa principale differenza tra i tifosi col tempo è andata scemando e ora si possono trovare per entrambe le squadre fan di qualsiasi età e classe sociale. Il River nel 1923 si trasferì nel quartiere Palermo, lasciando La Boca unicamente nelle mani dei tifosi appunto del Boca.

 

El Monumental, il regno dei tifosi del River Plate

La Bombonera e El Monumental, rispettivamente le case di Boca e River, sono due tra gli stadi più affascinanti del mondo, soprattutto quando sono riempiti di colore dalle due tifoserie. Tifoserie piuttosto calde, che non esitano a sostenere con passione la propria squadra ma anche a canzonare i rivali: i tifosi del Boca chiamano gli avversari gallinas perché li ritengono privi di coraggio, mentre per quelli del River i sostenitori del Boca sono los chanchitos, ovvero i maialini a causa dello sgradevole odore che secondo loro ci sarebbe nella Bombonera.

Un maiale con i colori del Boca nel settore dei tifosi del River

La prima partita fu giocata nel 1908 e fu un match amichevole; il Boca ebbe la meglio imponendosi sui rivali per 2-1, ma il River si vendicò subito alla prima gara ufficiale il 24 agosto 1913 quando vinse con lo stesso risultato.

La Bombonera, casa dei tifosi del Boca Juniors

Molti giocatori cambiarono casacca nella loro vita passando da una sponda all’altra: il primo fu Cataldo Spitale che nel 1933 firmò per il River dopo aver trascorso un anno al Boca. Più recente è invece il caso di Oscar Ruggeri che anch’esso si trasferì al River dal Boca dichiarando: “Credetemi, non è facile. Una parte di guarda come tradìtore, mentre l’altra non avrà mai fiducia fino in fondo nei tuoi confronti. C’è bisogno di tempo per convincere la gente.” Da ricordare anche Gabriel Batistuta che giocò nel River nella stagione 1989-1990 e nel Boca quella successiva e Abel Balbo che iniziò la carriera nel River per chiuderla al Boca. In molti invece hanno rifiutato di trasferirsi nell’altra squadra: il più famoso è stato il grande Maradona che giocò nel Boca nelle stagioni 1981-1982, prima di passare al Barcellona, e al termine della carriera dal 1995 al 1997.

Un giovanissimo Maradona con la maglia del Boca

Le due squadre furono anche però nella storia protagoniste in maniera decisamente drammatica del peggior incidente della storia calcistica argentina: il 23 giungo 1968, al Monumental 71 tifosi morirono schiacciati nei pressi del cancello 12 e oltre 150 persone rimasero ferite. L’età media dei deceduti era bassissima, di 19 anni. La tragedia è nota infatti come “Tragedia del Cancello 12” e da quel momento i cancelli furono chiamati con delle lettere e non più con dei numeri.

David Trezeguet con la maglia del River

Come detto in precedenza, il 28 ottobre a Buenos Aires il Superclásico è tornato di scena con uno spettacolare 2-2: al doppio vantaggio targato River con Ponzio e Mora, hanno risposto Silva su rigore ed Erviti allo scadere. Ora non ci resta che attendere il mese di aprile per la prossima sfida!

@Giacomo_Baresi

“Derby nel mondo”: il derby lombardo Atalanta-Brescia

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La nuova rubrica “Derby nel mondo” analizzerà ogni settimana un derby calcistico che nella storia del calcio è famoso per lo spettacolo, per la rivalità tra le tifoserie o per il prestigio.

ATALANTA-BRESCIA: Giocate 52. Vittorie Brescia 20. Vittorie Atalanta 14. Pareggi 19.

La curva dell’Atalanta in Atalanta-Brescia 2006

Il derby lombardo tra Atalanta e Brescia è una delle partite più sentite in Italia.
La prima volta le due squadre si affrontarono nella stagione 1920/1921 quando a Bergamo il 7 novembre 1920 finì 1-1, mentre nel match di ritorno il Brescia vinse 3-2. Tuttavia la rivalità nel mondo del calcio è piuttosto recente e risale al campionato 1992/1993, quando in Serie A, al termine del match di ritorno giocato a Brescia e vinto 2-0 dalle Rondinelle (che tuttavia al termine della stagione retrocederanno) i tifosi atalantini invasero il terreno di gioco mostrando ai tifosi bresciani un loro striscione rubato prima della partita. Il fatto scatenò la furia dei bresciani che reagirono invadendo anch’essi il campo e si scontrarono con gli avversari. Solo dopo parecchio tempo le forze dell’ordine riuscirono a sedare la guerra con l’aiuto dei mezzi aerei dei Carabinieri. Da quel giorno, tutti i derby tra le due squadre furono ricchi di scontri a causa di quei famosi striscioni rubati prima della gara. L’episodio è richiamato anche in un coro della tifoseria bresciana che cita “i bergamaschi ci hanno rubato gli striscioni, romperemo loro il culo coi bastoni”.

L’invasione di campo del 1993

Nella stagione 2001/2002 si giocò il derby più noto; sulla panchina del Brescia c’era un certo Carlo Mazzone che fu insultato per tutta la partita dai tifosi atalantini. Le Rondinelle erano sotto per 3-1, perché al gol di Baggio risposero Sala, Doni e Comandini. Nella ripresa il Divin Codino firmò la sua personale tripletta con un gol allo scadere che regalò alla sua squadra il pareggio. Pareggio che scatenò Carletto Mazzone che partì spedito sotto la curva bergamasca urlando più volte “Li mortacci vostra” in una scena che è rimasta nella storia del calcio e che gli costò una pesante squalifica.

I tifosi del Brescia sono chiamati ironicamente Sunì (suini) da quelli bergamaschi, mentre viceversa gli atalantini sono Conech (conigli). Soprannomi che hanno scatenato la fantasia dei tifosi che in un’occasione a Brescia liberarono sul campo dei veri conigli. In risposta a Bergamo furono liberati dei maialini.

La curva nord del Brescia

Un altro episodio che fece molto discutere fu quello del 17 aprile 2005: sempre a Brescia, il punteggio era fermo sullo 0-0. Nei minuti di recupero fu assegnato un calcio di rigore per i padroni di casa e Di Biagio s’incaricò della battuta. Calderoni intuì e parò il penalty, ma l’arbitro fece ripetere tra le proteste atalantine perché alcuni giocatori erano entrati in area. La seconda volta Di Biagio non sbagliò e regalò il successo ai suoi. Alla fine però entrambe le squadre retrocederanno in Serie B.

Un ultimo episodio degno di nota avvenne dopo il derby di ritorno giocato a Bergamo nel 2006 (in Serie B). L’Atalanta vinse 2-0, ma la cosa curiosa fu che in autostrada qualcuno decise di fare uno scherzo nei confronti dei cugini scrivendo sul pannello magnetico “LAVORI IN CORSO A BERGAMO KM 2 E A BRESCIA KM 0”.

@Giacomo_Baresi

I tifosi del Borussia Dortmund hanno invaso Manchester. Scopriamo qualcosa di più riguardo una delle tifoserie migliori d’Europa!

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I tifosi del Borussia Dortmund, in occasione della sfida di Champions League contro il Manchester City, hanno letteralmente invaso la città inglese di Manchester. Migliaia di supporter tedeschi hanno sfilato per la città cantando e incitando la propria squadra. Un video davvero impressionante…

Guardando questo video, ho voluto approfondire il discorso riguardo la tifoseria: e sono giunto alla conclusione che quella del Borussia Dortmund è una delle tifoserie migliori in Europa! Uno stadio spettacolare il Westfalenstadion (caro agli italiani per la vittoria in semifinale contro la Germania nei Mondiali del 2006), con la curva dei tifosi locali ribattezzata “muro giallo”, senza posti a sedere (tutti rigorosamente in piedi) e con una capienza impressionante. Lo stadio è sempre pienissimo in ogni ordine di posto (80.720 posti la capienza massima) e i tifosi sono davvero fenomenali: non smettono un secondo di incitare la propria squadra che negli ultimi due anni ha trionfato in Bundesliga. Ma anche quando qualche anno fa i tedeschi navigavano a metà classifica, la situazione era la stessa: sia nel bene che nel male, sono sempre presenti e vicini al Borussia. Un esempio di tifo da prendere in considerazione per le squadre italiane che spesso e volentieri ci regalano esempi negativi: stadi semi vuoti e tifo quasi assente, come nel recente caso della Juventus contro lo Shakthar. Una mentalità completamente diversa quella tedesca; dopo non stupiamoci se perdiamo posti nelle competizioni Uefa a scapito della Germania…

L’impressionante “muro giallo”

Allego questo bellissimo servizio della rubrica “Doogle Maps” di Corrado Dugo della trasmissione di Sky “Mondo Gol” che racconta da vicinissimo il match tra Borussia Dortmund e St Pauli del 20 febbraio 2011. Qualche minuto per sapere tutti i particolari della tifoseria migliore d’Europa!

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

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