“Derby nel mondo”: il derby lombardo Atalanta-Brescia

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La nuova rubrica “Derby nel mondo” analizzerà ogni settimana un derby calcistico che nella storia del calcio è famoso per lo spettacolo, per la rivalità tra le tifoserie o per il prestigio.

ATALANTA-BRESCIA: Giocate 52. Vittorie Brescia 20. Vittorie Atalanta 14. Pareggi 19.

La curva dell’Atalanta in Atalanta-Brescia 2006

Il derby lombardo tra Atalanta e Brescia è una delle partite più sentite in Italia.
La prima volta le due squadre si affrontarono nella stagione 1920/1921 quando a Bergamo il 7 novembre 1920 finì 1-1, mentre nel match di ritorno il Brescia vinse 3-2. Tuttavia la rivalità nel mondo del calcio è piuttosto recente e risale al campionato 1992/1993, quando in Serie A, al termine del match di ritorno giocato a Brescia e vinto 2-0 dalle Rondinelle (che tuttavia al termine della stagione retrocederanno) i tifosi atalantini invasero il terreno di gioco mostrando ai tifosi bresciani un loro striscione rubato prima della partita. Il fatto scatenò la furia dei bresciani che reagirono invadendo anch’essi il campo e si scontrarono con gli avversari. Solo dopo parecchio tempo le forze dell’ordine riuscirono a sedare la guerra con l’aiuto dei mezzi aerei dei Carabinieri. Da quel giorno, tutti i derby tra le due squadre furono ricchi di scontri a causa di quei famosi striscioni rubati prima della gara. L’episodio è richiamato anche in un coro della tifoseria bresciana che cita “i bergamaschi ci hanno rubato gli striscioni, romperemo loro il culo coi bastoni”.

L’invasione di campo del 1993

Nella stagione 2001/2002 si giocò il derby più noto; sulla panchina del Brescia c’era un certo Carlo Mazzone che fu insultato per tutta la partita dai tifosi atalantini. Le Rondinelle erano sotto per 3-1, perché al gol di Baggio risposero Sala, Doni e Comandini. Nella ripresa il Divin Codino firmò la sua personale tripletta con un gol allo scadere che regalò alla sua squadra il pareggio. Pareggio che scatenò Carletto Mazzone che partì spedito sotto la curva bergamasca urlando più volte “Li mortacci vostra” in una scena che è rimasta nella storia del calcio e che gli costò una pesante squalifica.

I tifosi del Brescia sono chiamati ironicamente Sunì (suini) da quelli bergamaschi, mentre viceversa gli atalantini sono Conech (conigli). Soprannomi che hanno scatenato la fantasia dei tifosi che in un’occasione a Brescia liberarono sul campo dei veri conigli. In risposta a Bergamo furono liberati dei maialini.

La curva nord del Brescia

Un altro episodio che fece molto discutere fu quello del 17 aprile 2005: sempre a Brescia, il punteggio era fermo sullo 0-0. Nei minuti di recupero fu assegnato un calcio di rigore per i padroni di casa e Di Biagio s’incaricò della battuta. Calderoni intuì e parò il penalty, ma l’arbitro fece ripetere tra le proteste atalantine perché alcuni giocatori erano entrati in area. La seconda volta Di Biagio non sbagliò e regalò il successo ai suoi. Alla fine però entrambe le squadre retrocederanno in Serie B.

Un ultimo episodio degno di nota avvenne dopo il derby di ritorno giocato a Bergamo nel 2006 (in Serie B). L’Atalanta vinse 2-0, ma la cosa curiosa fu che in autostrada qualcuno decise di fare uno scherzo nei confronti dei cugini scrivendo sul pannello magnetico “LAVORI IN CORSO A BERGAMO KM 2 E A BRESCIA KM 0”.

@Giacomo_Baresi

A Cesena il presidente esonera il fratello allenatore!

Pierpaolo Bisoli è il nuovo allenatore del Cesena.

Nulla di strano sembrerebbe, invece qualcosa di strano c’è eccome. Perché a lasciare posto all’ex tecnico di Bologna e Cagliari è stato Nicola Campedelli, fratello del presidente della società romagnola Igor Campedelli.

Nicola Campedelli durante una conferenza stampa a Cesena

Nicola, dopo un passato discreto da giocatore, ha allenato il Bellaria in Lega Pro e dallo scorso maggio era stato scelto dal fratello per guidare il Cesena nella nuova avventura in Serie B dopo la retrocessione. Ma le cose non sono evidentemente andate per il verso giusto perché dopo la terza sconfitta consecutiva in campionato in altrettante giornate (0-3 col Sassuolo, 3-1 a Vicenza e 1-4 col Novara) il patron Igor deve aver perso definitivamente la pazienza decidendo di esonerare il fratello e di volere per la sua squadra una guida più esperta.

Un avvenimento curioso dunque, ma che sicuramente non farà bene alla carriera di allenatore del povero Nicola…

@Giacomo_Baresi