“Derby nel mondo”: il Superclásico Boca Juniors-River Plate

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La nuova rubrica “Derby nel mondo” analizzerà ogni settimana un derby calcistico che nella storia del calcio è famoso per lo spettacolo, per la rivalità tra le tifoserie o per il prestigio.

BOCA-RIVER: Giocate 229. Vittorie Boca 83. Vittorie River 75. Pareggi 72.

Il derby di oggi è il famoso Superclásico, la sfida tra le due squadre di Buenos Aires, il Boca Juniors e il River Plate. E’ sicuramente una delle gare più interessanti ed affascinanti del mondo e, il 28 ottobre 2012, si è tornati a giocarla nella massima serie dopo circa un anno e mezzo a causa dell’incredibile ma temporanea retrocessione in seconda divisione del River alla fine del 2011. E’ stata la prima volta che in una stagione il match più importante dell’Argentina non si è giocato.

Entrambi i club furono fondati all’inizio del ‘900 nel quartiere della capitale argentina chiamato La Boca. Il River Plate nacque nel 1901 e i suoi tifosi sono chiamati Los Millonarios: infatti i suoi fondatori erano, come si intuisce dal nome, persone senza troppi problemi economici e inizialmente era la squadra delle classi sociali più elevate. In contrasto proprio con il Boca Juniors, fondato nel 1905 da un gruppo di immigrati genovesi (i tifosi sono infatti chiamati Xeneizes, Genovesi) che come supporter aveva persone delle classi popolari. Tuttavia questa principale differenza tra i tifosi col tempo è andata scemando e ora si possono trovare per entrambe le squadre fan di qualsiasi età e classe sociale. Il River nel 1923 si trasferì nel quartiere Palermo, lasciando La Boca unicamente nelle mani dei tifosi appunto del Boca.

 

El Monumental, il regno dei tifosi del River Plate

La Bombonera e El Monumental, rispettivamente le case di Boca e River, sono due tra gli stadi più affascinanti del mondo, soprattutto quando sono riempiti di colore dalle due tifoserie. Tifoserie piuttosto calde, che non esitano a sostenere con passione la propria squadra ma anche a canzonare i rivali: i tifosi del Boca chiamano gli avversari gallinas perché li ritengono privi di coraggio, mentre per quelli del River i sostenitori del Boca sono los chanchitos, ovvero i maialini a causa dello sgradevole odore che secondo loro ci sarebbe nella Bombonera.

Un maiale con i colori del Boca nel settore dei tifosi del River

La prima partita fu giocata nel 1908 e fu un match amichevole; il Boca ebbe la meglio imponendosi sui rivali per 2-1, ma il River si vendicò subito alla prima gara ufficiale il 24 agosto 1913 quando vinse con lo stesso risultato.

La Bombonera, casa dei tifosi del Boca Juniors

Molti giocatori cambiarono casacca nella loro vita passando da una sponda all’altra: il primo fu Cataldo Spitale che nel 1933 firmò per il River dopo aver trascorso un anno al Boca. Più recente è invece il caso di Oscar Ruggeri che anch’esso si trasferì al River dal Boca dichiarando: “Credetemi, non è facile. Una parte di guarda come tradìtore, mentre l’altra non avrà mai fiducia fino in fondo nei tuoi confronti. C’è bisogno di tempo per convincere la gente.” Da ricordare anche Gabriel Batistuta che giocò nel River nella stagione 1989-1990 e nel Boca quella successiva e Abel Balbo che iniziò la carriera nel River per chiuderla al Boca. In molti invece hanno rifiutato di trasferirsi nell’altra squadra: il più famoso è stato il grande Maradona che giocò nel Boca nelle stagioni 1981-1982, prima di passare al Barcellona, e al termine della carriera dal 1995 al 1997.

Un giovanissimo Maradona con la maglia del Boca

Le due squadre furono anche però nella storia protagoniste in maniera decisamente drammatica del peggior incidente della storia calcistica argentina: il 23 giungo 1968, al Monumental 71 tifosi morirono schiacciati nei pressi del cancello 12 e oltre 150 persone rimasero ferite. L’età media dei deceduti era bassissima, di 19 anni. La tragedia è nota infatti come “Tragedia del Cancello 12” e da quel momento i cancelli furono chiamati con delle lettere e non più con dei numeri.

David Trezeguet con la maglia del River

Come detto in precedenza, il 28 ottobre a Buenos Aires il Superclásico è tornato di scena con uno spettacolare 2-2: al doppio vantaggio targato River con Ponzio e Mora, hanno risposto Silva su rigore ed Erviti allo scadere. Ora non ci resta che attendere il mese di aprile per la prossima sfida!

@Giacomo_Baresi

“Derby nel mondo”: il derby lombardo Atalanta-Brescia

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La nuova rubrica “Derby nel mondo” analizzerà ogni settimana un derby calcistico che nella storia del calcio è famoso per lo spettacolo, per la rivalità tra le tifoserie o per il prestigio.

ATALANTA-BRESCIA: Giocate 52. Vittorie Brescia 20. Vittorie Atalanta 14. Pareggi 19.

La curva dell’Atalanta in Atalanta-Brescia 2006

Il derby lombardo tra Atalanta e Brescia è una delle partite più sentite in Italia.
La prima volta le due squadre si affrontarono nella stagione 1920/1921 quando a Bergamo il 7 novembre 1920 finì 1-1, mentre nel match di ritorno il Brescia vinse 3-2. Tuttavia la rivalità nel mondo del calcio è piuttosto recente e risale al campionato 1992/1993, quando in Serie A, al termine del match di ritorno giocato a Brescia e vinto 2-0 dalle Rondinelle (che tuttavia al termine della stagione retrocederanno) i tifosi atalantini invasero il terreno di gioco mostrando ai tifosi bresciani un loro striscione rubato prima della partita. Il fatto scatenò la furia dei bresciani che reagirono invadendo anch’essi il campo e si scontrarono con gli avversari. Solo dopo parecchio tempo le forze dell’ordine riuscirono a sedare la guerra con l’aiuto dei mezzi aerei dei Carabinieri. Da quel giorno, tutti i derby tra le due squadre furono ricchi di scontri a causa di quei famosi striscioni rubati prima della gara. L’episodio è richiamato anche in un coro della tifoseria bresciana che cita “i bergamaschi ci hanno rubato gli striscioni, romperemo loro il culo coi bastoni”.

L’invasione di campo del 1993

Nella stagione 2001/2002 si giocò il derby più noto; sulla panchina del Brescia c’era un certo Carlo Mazzone che fu insultato per tutta la partita dai tifosi atalantini. Le Rondinelle erano sotto per 3-1, perché al gol di Baggio risposero Sala, Doni e Comandini. Nella ripresa il Divin Codino firmò la sua personale tripletta con un gol allo scadere che regalò alla sua squadra il pareggio. Pareggio che scatenò Carletto Mazzone che partì spedito sotto la curva bergamasca urlando più volte “Li mortacci vostra” in una scena che è rimasta nella storia del calcio e che gli costò una pesante squalifica.

I tifosi del Brescia sono chiamati ironicamente Sunì (suini) da quelli bergamaschi, mentre viceversa gli atalantini sono Conech (conigli). Soprannomi che hanno scatenato la fantasia dei tifosi che in un’occasione a Brescia liberarono sul campo dei veri conigli. In risposta a Bergamo furono liberati dei maialini.

La curva nord del Brescia

Un altro episodio che fece molto discutere fu quello del 17 aprile 2005: sempre a Brescia, il punteggio era fermo sullo 0-0. Nei minuti di recupero fu assegnato un calcio di rigore per i padroni di casa e Di Biagio s’incaricò della battuta. Calderoni intuì e parò il penalty, ma l’arbitro fece ripetere tra le proteste atalantine perché alcuni giocatori erano entrati in area. La seconda volta Di Biagio non sbagliò e regalò il successo ai suoi. Alla fine però entrambe le squadre retrocederanno in Serie B.

Un ultimo episodio degno di nota avvenne dopo il derby di ritorno giocato a Bergamo nel 2006 (in Serie B). L’Atalanta vinse 2-0, ma la cosa curiosa fu che in autostrada qualcuno decise di fare uno scherzo nei confronti dei cugini scrivendo sul pannello magnetico “LAVORI IN CORSO A BERGAMO KM 2 E A BRESCIA KM 0”.

@Giacomo_Baresi