Invasioni di campo. Calcio, tennis, rugby, atletica e Formula 1: nessuno sport ne è esente!

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Nel match del campionato svizzero di domenica scorsa tra Thun e Zurigo, per la cronaca terminato 4-0 per gli ospiti, un simpatico invasore ha deciso di creare scompiglio entrando ripetutamente in campo e sfuggendo a più riprese ai tentativi di “placcaggio” dei giocatori: una martora, un piccolo mammifero che è parente stretto della più nota faina. Dopo qualche minuto finalmente un giocatore dello Zurigo, Loris Benito, riesce nell’impresa di fermare l’animaletto con uno spettacolare tuffo, ma viene morso ed è costretto a ricorrere alle medicazioni del proprio medico; poi finalmente il portiere Davide Da Costa blocca definitivamente l’invasore e, grazie anche all’aiuto dei guanti, evita spiacevoli sorprese accompagnandolo fuori…

Tra gli invasori più famosi degli ultimi anni, non si può dimenticare Jimmy Jump, un catalano che si è reso protagonista di innumerevoli invasioni di campo di diversi sport: iniziando dalla finale di Euro 2004 tra Portogallo e Grecia, quando lanciò una bandiera del Barcellona a Luis Figo, al tempo centrocampista del Real Madrid. Spesso non inquadrato dalle telecamere, Jimmy Jump è l’incubo di ogni sportivo: in Spagna lo ricordano per un’invasione durante Real Madrid-Barcellona del 2005 e nella semifinale di Champions League 2005/2006 tra Villareal ed Arsenal.

url-1Pure il tennis non fu immune: fece infatti irruzione di campo nel corso della finale del Roland Garros del 2009 mentre si stavano sfidando Federer e Söderling, creando qualche minuto di scompiglio. Anche nel rugby se lo ricordano bene… e precisamente per la sua invasione durante la finale della Coppa del Mondo tra Sudafrica ed Inghilterra nel 2007, quando entrò in campo ad iniziò del secondo tempo. Un vero e proprio disturbatore insomma, che ha fatto del suo hobby una specie di lavoro perché in molti hanno chiesto di sponsorizzare qualcosa durante le sue invasioni… probabilmente gli servivano soldi per pagare le multe prese! Caratteristica inconfondibile: il cappellino rosso che spesso ha cercato di mettere in testa alle sue vittime!

In Italia invece tutti ricorderanno sicuramente “il Falco”, il pescarese Mario Ferri, che indossa ad ogni invasione la sua celebre maglia di Superman: il suo esordio in Sampdoria-Napoli del 2010, gara che regalò i preliminari di Champions League ai blucerchiati, quando entrò in campo nel bel mezzo della sfida del Ferraris con una maglietta che invocava la convocazione di Antonio Cassano in nazionale per i Mondiali in Sudafrica… ma Lippi non lo ascoltò! Altre invasioni che si ricordano sono quella nella semifinale del Mondiale 2010 tra Germania e Spagna e nella finale del Mondiale per Club dello stesso anno tra Inter e Mazembe.

Infine il più folle degli invasori è sicuramente l’irlandese Cornelius Horan, prete e fanatico religioso (con qualche problema psichiatrico): le sue invasioni più famose sono quella del 20 luglio 2003 durante il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone dove rischiò la vita entrando nel bel mezzo della pista. Fortunatamente le monoposto riuscirono a schivarlo. E soprattutto la meschina invasione durante la maratona olimpica di Atene 2004, vinta da Stefano Baldini, quando a pochi chilometri dalla fine della gara si avventò addosso al brasiliano Vanderlei de Lima che in quel momento era in testa. Aiutato da uno spettatore greco, de Lima riuscì a riprendere la corsa e concluse la gara al terzo posto.

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Antonio Cassano: oltre 10 anni di “cassanate”!

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Le famose “cassanate” del fantasista barese Antonio Cassano iniziarono alla Roma, quando sulla panchina giallorossa c’era Fabio Capello che coniò proprio quel termine. Il rapporto con il tecnico friulano fu di amore-odio (un po’ come quello tra Mancini e Balotelli, per intenderci) perché l’allenatore vedeva nel talento di Bari vecchia un vero e proprio fuoriclasse che però non era supportato da un comportamento adeguato. Col tempo e con il passare degli anni, Cassano sembrò maturare anche grazie al matrimonio con Carolina Marcialis e alla nascita del suo primogenito, ma purtroppo, dopo un periodo che possiamo definire di stabilità alla Sampdoria, la rottura con Garrone e l’approdo a Milano ci hanno restituito un giocatore spesso nervoso e sopra le righe…

url-1Di seguito le principali cassanate, anche se tra screzi, litigi e sceneggiate, un solo post potrebbe non essere sufficiente…

BARI

1. Ancora ai tempi del Bari, Cassano fu beccato dalla polizia a circolare in automobile tra le strade del capoluogo pugliese con il solo foglio rosa e senza accompagnatore. In un’altra occasione fu invece fermato perché alla guida di un motorino senza casco.

2. In Under 21, nel marzo del 2001, dopo essere rimasto in panchina nella partita contro la Romania, ebbe un diverbio con l’allenatore Claudio Gentile e il giorno successivo lasciò il ritiro.

ROMA

3. Durante la trasferta di Champions League di Madrid, fu richiamato ufficialmente perché malgrado fosse vietato portare il cellulare a tavola, il suo squillò durante la cena facendo imbestialire Capello.

4. Il 23 febbraio 2003 a Udine venne squalificato per aver ripetutamente insultato l’arbitro Pieri.

5. Nella finale di Coppa Italia del 31 maggio 2003 contro il Milan, espulso dall’arbitro Rosetti, Cassano gli mostrò le corna.

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6. Nella stagione successiva (2003/2004), promise a Capello che in caso di gol nella sfida con la Juventus avrebbe rotto la bandierina del calcio d’angolo. Roma-Juventus 4-0 con doppietta di Cassano…

REAL MADRID

7. Passato al Real Madrid, Cassano ritrovò Capello che tuttavia non prese molto bene l’imitazione durante un pre partita da parte dell’attaccante barese (dicembre 2006) che segnò in pratica la fine della sua avventura spagnola.

SAMPDORIA

8. Approdato alla Sampdoria, il 16 dicembre 2007 era diffidato durante la gara contro la Fiorentina e, ammonito, fu costretto a saltare la tanto attesa sfida contro la sua ex squadra, la Roma. Dopo aver preso il giallo fece una vera e propria sceneggiata scoppiando addirittura in lacrime.

9. Il 2 marzo 2008, contro il Torino, Cassano perse nuovamente la testa quando fu espulso per proteste dall’arbitro Pierpaoli. Il giocatore si tolse la maglietta e minacciò ripetutamente il direttore di gara aspettandolo fuori dal tunnel degli spogliatoi. Cinque giornate di squalifica e multa salatissima.

10. Dopo oltre due anni di tranquillità e dopo aver portato la Sampdoria in Champions League, arrivò la lite col presidente Garrone che segnò praticamente la fine della storia d’amore tra Cassano e il club ligure. Le versioni sull’accaduto sono contrastanti, ma sembra che Garrone volesse che Cassano lo accompagnasse a Sestri Levante per ritirare un premio, ma il giocatore non ne volle sapere. I toni si alzarono fino agli insulti finali di Cassano nei confronti del presidente: “Fanculo! Vecchio di m…(insulti vari mentre rientra nello spogliatoio). Vaff…bocch…(altri insulti, dello stesso tenore, sono stati ascoltati da tifosi e giocatori della Samp).” (Gazzetta)

MILAN

11. Durante la conferenza stampa prima del match contro la Croazia valevole per la fase a gironi di Euro 2012, Cassano parlò così riguardo i gay in nazionale: “Gay in nazionale? Sono problemi loro. Ma spero di no… Me la cavo così, sennò sai gli attacchi da tutte le parti”. Polemiche in questo caso forse troppo eccessive…

INTER

12. Polemiche asprissime con Galliani dopo il suo passaggio all’Inter nello scambio con Pazzini e dopo che il Milan lo aveva aiutato nei suoi problemi cardiaci. “Mi ha preso in giro, promette ma poi non mantiene la parola. Faceva tanto fumo e poco arrosto”

13. Polemiche anche con l’allenatore della Juventus, Antonio Conte, quando nel novembre 2012 dichiarò che alla Juve ci fossero soltanto “soldatini”.

14. L’ultima cassanata lo scorso venerdì, quando Cassano e l’allenatore dell’Inter Stramaccioni sarebbero venuti alle mani.

Ora, non ci resta che vedere cosa ne sarà del futuro di Fantantonio… proseguirà con i nerazzurri (la squadra per cui tifava da bambino) o tornerà alla Sampdoria per terminare la carriera?

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Chi è stato il miglior numero 10 italiano degli ultimi anni? Baggio, Del Piero, Mancini o Totti?

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Chi è stato il miglior numero 10 italiano degli ultimi 20 anni? Baggio, Del Piero, Mancini o Totti?
In questi giorni impazzano sondaggi sul web e ne parlano le trasmissioni sportive, ma in nessuna circostanza si riesce ad arrivare ad una conclusione unanime.

url-6Cose di questo tipo penso siano piuttosto futili perché la soggettività di tale pensiero è fondamentale… i tifosi juventini voteranno ovviamente per Del Piero, così come tutti i romanisti voteranno per Totti. Io personalmente preferisco Baggio perché quando giocava aveva un’eleganza e un talento innato, essendo inoltre capitano del Brescia che seguivo quando ero adolescente. Mancini invece è forse un gradino sotto gli altri…

url-1Del Piero ha vinto tutto, ma dalla sua ha sempre avuto una squadra di livello eccezionale che lo supportasse. Totti è il terzo marcatore di sempre della storia della Serie A ad un solo gol da Nordahl, e verosimilmente il sorpasso avverrà prima della fine di questo campionato; tuttavia non è mai stato decisivo in Nazionale. La carriera di Baggio è stata invece segnata da gravi infortuni (anche quelle degli altri due, ma sempre di minore entità), ma il giocatore veneto ha vinto il pallone d’oro ed è spesso stato decisivo con la maglia azzurra, soprattutto ai Mondiali.

url-5Dunque, come già anticipato, a ognuno spetta la scelta tra calciatori che a mio parere sul campo si equivalgono. Attaccanti completi, idoli delle curve e patrimonio del calcio italiano.

url-4Ma se Baggio e Del Piero sono sempre stati esempi impeccabili sul campo di gioco, umili, onesti e leali, il motivo per cui Totti non potrà mai essere il migliore è sintetizzato qua sotto…

Lo sputo a Poulsen a Euro 2004

Lo sputo a Poulsen a Euro 2004

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“Fantozzi e lo sport”: il TIFO!

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La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

“Sabato 18, alle ore 20:25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione della Coppa del Mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato, rutto libero!”

Fantozzi, da buon italiano medio, non esita a seguire tutte le partite della Nazionale che una volta erano molto più sentite dalla popolazione. Inghilterra-Italia era il match più atteso e il nostro amato ragioniere aveva preparato tutto nel migliore dei modi per seguirlo davanti al televisore in compagnia di cibo e birra a volontà.

Fantozzi mentre si mangia il frittatone di cipolle davanti alla tv

Ma il povero Fantozzi non aveva fatto i conti con la telefonata del ragionier Filini che arriva nel momento in cui ordina alla moglie di staccare il telefono. Inizialmente tirano un sospiro di sollievo dopo il temutissimo attimo di silenzio, ma poi la Pina risponde con un: “Va bene ragioniere, obbediamo!”.

La moglie si reca verso il marito per dargli la drammatica notizia: non potrà vedere la tanto attesa partita perché il Dottor Riccardelli (fanatico di cinema) voleva far vedere ai dipendenti della Megaditta un film cecoslovacco con sottotitoli in tedesco. Fantozzi rischia un infarto, ma da buon inferiore qual è, è obbligato ad andare.

Tutti, ma proprio tutti, sono davanti alla tv a guardare la partita. Così, armato di radiolina, il ragioniere si reca verso il cinema, ancora sotto shock per non poter vedere la sfida. La telecronaca di Nando Martellini è fenomenale, con un’esaltazione clamorosa della prestazione degli Azzurri.

La preoccupazione di Fantozzi mentre esce di casa con la radio

“Parata miracolosa del portiere inglese. Rimessa dal fondo. Palla controllata da Benetti che lancia Pulici sulla sinistra. Scatto formidabile e cannonata di Pulici che sfiora il palo! La palla è ora controllata a tre quarti di campo da Bellugi. Da Bellugi a Capello in funzione di ala destra. Saltato il mediano inglese McKinley che cerca di morderlo al limite dell’area. Tiro, nuca del terzino inglese, tibia di Capello. Nuca ancora. Mischia paurosa! Naso! Nuca! Tibia! Nuca! Orecchio! Entra Pulici, fuori di un soffio! Scusate l’emozione, amici che state comodamente seduti davanti ai teleschermi, nessuno escluso, ma sono 170 anni che non vedevo una partenza così folgorante degli azzurri! La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli. […] A Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni. Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso…”

Durante il viaggio sulla Bianchina, Fantozzi sembra essere piuttosto nervoso e quando sente che qualcuno ha colpito il palo, si ferma in mezzo alla strada, si arrampica sulla finestra di un’abitazione (mentre Martellini dice che un giocatore italiano “si arrampica sulla schiena di McKinley”), sfonda il vetro è domanda: “Scusi, chi ha fatto palo?”. Di risposta ottiene un bel pugno in faccia che lo stende a terra, con il commento del telecronista che segue di pari passo la scena: “Colpito da McKinley! Schienata paurosa del portiere inglese.”

Fantozzi dopo aver infranto il vetro mentre chiede “Scusi, chi ha fatto palo?”

Lo stesso telecronista rincara la dose sulla sfortunata assenza di Fantozzi: “I 120mila di Wembley, e voi, milioni di fortunati che nessuna forza al mondo potrebbe strappare dai teleschermi, potete rendervi conto che l’Italia di questa sera fa impallidire anche il ricordo di quella dei leggendari tempi supplementari di Italia-Germania in Messico.”

All’arrivo al cinema c’è in atto un vero e proprio servizio di perquisizione da parte degli scagnozzi del Dottor Riccardelli alla ricerca di radio e affini: la Signorina Silvani in Calboni risulta essere incinta di un televisore 9 pollici, mentre Filini nascondeva una radiolina in bocca. Fantozzi riesce a scampare inizialmente alla perquisizione, ma alla fine ingenuamente da la mano alla guardia consegnandogli la propria radio!

La perquisizione

Il tanto atteso film cecoslovacco non arrivò in tempo, così i dipendenti furono costretti a rivedere per l’ennesima volta “la Corazzata Kotiomkin”… nella sala si sentivano continui commenti, che il Riccardelli credeva inerenti al film, ma…

“Non si scambiavano commenti. Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l’Italia stava vincendo per 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo…”

Dopo di che, la straordinaria performance di Fantozzi che afferma che “la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca” e la conseguente rivolta dei dipendenti, fa capire che agli italiani si può toccare tutto tranne il calcio!

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Euro 2000: il miracolo dell’Italia contro i padroni di casa dell’Olanda!

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Una delle partite che ricordo con più piacere è sicuramente Italia-Olanda, la semifinale del Campionato Europeo del 2000, giocatosi in Olanda e Belgio.

Un match disputatosi all’Amsterdam Arena il 29 giugno, con uno stadio completamente arancione con qualche macchia azzurra qua e là. Una gara sulla carta molto difficile, ma nel calcio si sa, nulla è impossibile… L’Italia arrivava all’appuntamento in ottima forma, dopo aver dominato il proprio girone chiudendo a punteggio pieno dopo aver battuto la Turchia, i padroni di casa del Belgio e la Svezia. Nei quarti di finale l’avversario fu la Romania, eliminata piuttosto agilmente grazie ai gol nel primo tempo di Inzaghi e Totti. Totti che, a sorpresa, con l’Olanda partì dalla panchina.

La formazione iniziale dell’Italia

Una mossa strana del Ct Dino Zoff, che schierò dal primo minuto la seguente formazione:
Toldo; Maldini, Nesta, Iuliano, Cannavaro; Albertini, Di Biagio, Fiore, Zambrotta; Del Piero, Inzaghi.
Una formazione non particolarmente offensiva, anche perché l’Olanda, oltre al fattore campo, poteva contare su giocatori del calibro di Kuivert, Bergkamp, Zenden e Overmars, che al tempo erano tra i migliori al mondo.

La gara iniziò ovviamente con gli Orange all’attacco che misero a ferro e fuoco la difesa italiana: subito Iuliano e Zambrotta furono ammoniti, e Bergkamp colpì un palo dopo un’azione ubriacante.
Ma la svolta del match arrivò al 34′, quando Zambrotta atterrò un immancabile Zenden e ricevette il secondo cartellino giallo che significò il rientro anticipato negli spogliatoi e l’Italia in dieci uomini per il resto della partita. Pioveva sul bagnato per gli azzurri, perché dopo pochi secondi, Nesta atterrò in area Kluivert e l’arbitro concesse giustamente il calcio di rigore. Per il nostro portierone Francesco Toldo (che in quel torneo sostituiva l’infortunato Buffon) iniziò davvero una giornata di gloria dato che parò il rigore di Frank De Boer con un tuffo davvero felino sulla sinistra.

Il primo rigore parato da Toldo a De Boer

L’assedio dell’Olanda non sembrava voler terminare e per l’Italia era molto difficile resistere per tutto il secondo tempo. Ma il catenaccio italiano pareva aver preso le misure, fino a che Iuliano atterrò Davids appena dentro l’area e l’arbitro decretò il secondo calcio di rigore di giornata (e graziando il difensore, già ammonito). Sul dischetto questa volta andò Kluivert che spiazzò Toldo, ma colpì incredibilmente il palo! Questa partita stava diventando un incubo per l’Olanda

Si arrivò quindi ai tempi supplementari, dove c’era ancora la regola del golden gol: Delvecchio rischiò di segnare un gol che sarebbe stato clamoroso in contropiede, ma Van der Sar glielo impedì con una risposta da campione.

Toldo si oppone anche a Bosvelt

L’overtime finì, e si arrivò ai calci di rigore. I rigori sono sempre stati indigesti alla nazionale italiana: fuori ai Campionati Mondiali di casa nel 1990 in semifinale (errori di Donadoni e Serena), sconfitti il finale negli Stati Uniti nel 1994 e pure nei quarti di finale di Francia 1998 contro i padroni di casa a causa della traversa di Di Biagio. Ma anche l’Olanda con i rigori non aveva un gran feeling dato che uscì a Euro 1992, Euro 1996 e Francia ’98.

Proprio Di Biagio decise di calciare il primo penalty perché voleva a tutti i costi togliersi quel maledetto peso: questa volta il giocatore romano non sbagliò e l’Italia era avanti. Per l’Olanda si presentò ancora Frank De Boer, ma Toldo si oppose alla sua botta a mezza altezza! Secondo rigore sbagliato per il capitano olandese.

Il secondo rigore parato a Frank De Boer

Pessotto invece non sbagliò, mentre Stam spedì il pallone in orbita. L‘Italia era avanti 2-0 prima del terzo rigore che era nei piedi di Francesco Totti. “Mo glie faccio er cucchiaio”: Van der Sar spiazzato. Kluivert segnò il primo rigore per i suoi e accorciò le distanze: 3-1. Per l’Italia invece era il turno di capitan Maldini che però trovò l’opposizione del portiere avversario. Ma Toldo parò anche il rigore decisivo di Bosvelt e l’Italia approdò in finale!

Il cucchiaio di Francesco Totti

Una gara strepitosa che, grazie ad un pizzico di fortuna permise agli azzurri di sfidare la Francia nella finale del torneo. Una gara in cui Toldo parò l’impossibile e Totti entrò nell’Olimpo del calcio grazie al suo marchio di fabbrica, il cucchiaio. Una fortuna che svanì incredibilmente nei tempi supplementari di quel maledetto match contro Trezeguet e compagni, ma questa è un’altra storia!

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Dopo i disastri dei predecessori, la “voce” della Nazionale diventa Stefano Bizzotto

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Stasera a Parma si giocherà l’amichevole Italia-Francia e, incredibile ma vero, dopo le telecronache indecenti dello scorso Campionato Europeo e delle prime partite di qualificazione al prossimo Mondiale, la prima “voce” dell’Italia cambierà: Bruno Gentili (protagonista assoluto di un mio famoso articolo http://bit.ly/TEjlzV) lascerà spazio a Stefano Bizzotto. Bocciatura netta per Gentili che per la partita di stasera sarà comunque in cabina di commento, per poi da febbraio lasciare totalmente il posto a Bizzotto e verrà relegato al ruolo di opinionista a partire dalla sfida tra Olanda e Italia.

Quella di Bizzotto è la scelta migliore a mio parere: fino ad oggi sempre in seconda linea, è riuscito però a regalare grandi emozioni assieme a Oscar Bertone nelle telecronache dei tuffi (che cerco di non perdermi mai). Con i suoi innumerevoli aneddoti riesce a fare appassionare allo sport anche un profano! Per non parlare dell’hockey su ghiaccio, dato che essendo altoatesino è uno dei suoi cavalli di battaglia. Nelle partite che mi è capitato di guardare (raramente) il giovedì sera, è sempre riuscito a coinvolgermi malgrado di quello sport io capisca poco o niente.  Ma passiamo al calcio. L’Under 21 perde il suo storico telecronista che viene sostituito da Alberto Rimedio, ma per una buona causa. Esperto di Bundesliga, Bizzotto l’abbiamo comunque sentito innumerevoli volte nelle sintesi delle partite di Serie A.

Rimane a mio parere una delle poche punte di diamante della Rai: assieme al concittadino Franco Bragagna (voce dell’atletica e dello sci di fondo) e alle voci del ciclismo, è uno dei pochi a tenere testa (se non a essere addirittura meglio) ai telecronisti delle inarrivabili tv a pagamento. Ora non ci resta che sperare che i vertici Rai facciano fare  la stessa fine di Gentili a Gianfranco Mazzoni, voce della Formula 1, nota soprattutto per il suo attacco alla telecronaca “Un cordiale saluto”, per i continui scambi tra piloti, per gli innumerevoli sorpassi persi, e per il fatto che non capisca nulla delle comunicazioni via radio ai piloti. Ma con il passaggio dei diritti della F1 a Sky dal prossimo anno, lo sentiremo fortunatamente molto meno…

@Giacomo_Baresi

Ecco tutti gli strafalcioni dei giornalisti durante Italia-Danimarca! I commentatori della Rai non deludono mai!

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Martedi sera ho guardato Italia-Danimarca. Se potessi la guarderei senza volume o con il commento in qualsiasi altra lingua, ma ho deciso di farmi quattro risate ascoltando il commento tecnico dei disastrosi giornalisti della Rai che, dopo aver raggiunto l’apice della mediocrità con Salvatore Bagni, non hanno ancora avuto un’inversione di tendenza.
Il team è formato da Bruno Gentili come prima voce, Beppe Dossena al commento tecnico e Alessandro Antinelli (l’unico che si salva di tutta la squadra) a bordo campo. Nel pre e post partita e nell’intervallo c’è l’intramontabile Marco Mazzocchi che, sfortunatamente, dopo esser stato inviato all’Isola dei Famosi ha voluto tornare a commentare il calcio… speravo restasse in Honduras per un po’! Bruno Pizzul secondo me si mangia le mani ogni volta che guarda una partita, così come Sandro Ciotti e Nando Martellini sono sicuro che si rivolteranno nella tomba…

Marco Mazzocchi

Un populismo tipicamente targato Rai, che spesso e volentieri mi fa venire quasi voglia di tifare contro l’Italia. Si può riassumere così: tutto quello che fanno i giocatori dell’Italia è bene, tutto quello che fanno gli avversari è male. Il commento da tifoso non fa impazzire il pubblico… e poi sono 10 anni che mi chiedo perché Stefano Bizzotto sia continuamente relegato a commentare l’under 21… misteri!

Bruno Gentili

Ma facciamo un salto indietro a venerdì sera: Armenia-Italia. Non sono riuscito a guardare integralmente la partita, ma in quegli spezzoni che ho visto, qualche perla l’ho sentita:
1) “…e la Romania pareggia” Bruno Gentili dopo il pareggio dell’Armenia.
2) “Palla allo juventino Criscito” Bruno Gentili riguardo a Criscito, giocatore dello Zenit San Pietroburgo.
3) “E’ il terzo gol consecutivo di Pirlo su punizione” Bruno Gentili dopo il gol su rigore di Pirlo.
4) “Passaggio per il centrocampista del Milan Daniele De Rossi” Bruno Gentili su Daniele De Rossi, centrocampista della Roma.

Beppe Dossena

Durante Italia-Danimarca me le sono segnate tutte:
1) si parte con Marco Mazzocchi che nel pre partita si rivolge al malcapitato Emiliano Mondonico: “San Siro porta bene all’Italia” giustificando la sua affermazione dicendo che porta bene perché l’ultima volta del “Mondo” in panchina al Meazza, vinse contro l’Inter ai tempi del Novara.
2) “Tre punti contro la Danimarca vogliono dire mezza qualificazione in tasca”. Bruno Gentili inizia a scatenarsi, non tenendo affatto conto che l’Italia ha battuto le temibilissime Malta e Armenia, pareggiando in Bulgaria. Fa niente se dopo questa partita mancano due gare con la Repubblica Ceca e il ritorno in Danimarca… (gli è andata bene che la Repubblica Ceca ha pareggiato 0-0 con la Bulgaria, ma si è saputo solo a metà del secondo tempo).
3)
“Applauso sfragoroso” Bruno Gentili dopo un intervento difensivo di Mario Balotelli.
4) Si improvvisa pure medico “alla Caressa” diagnosticando l’infortunio di Marchisio “Leggera lussazione alla spalla sinistra”. Marchisio in realtà ha preso semplicemente una botta e sono andato a cercarmi il significato di “lussazione”: “Una lussazione è uno spostamento permanente delle superfici articolari l’una rispetto all’altra”. Mah…
5) Più volte Gentili pronuncia in maniera errata il nome del nostro terzino destro: Abate diventa “Abbate”.
6) “Stokholm è davvero un mashtinoGentili definisce il caparbio giocatore della Danimarca.
7) “Prova a scucchiaiarlo per Balotelli” Gentili su un passaggio diretto a Balzaretti.
8) “Siamo in vantaggio, meritatamente come sempre” Dossena “come sempre” diplomatico e mai di parte dopo l’1-0 di Montolivo.
9) “Agger è un difensore super smaliziato” definizione originale di Bruno Gentili nei confronti del giocatore danese.
10) Gentili ha inoltre grossi problemi a pronunciare anche il nome di Agger che sistematicamente diventa “Agghe”.
11) “Si è visto che quella palla finiva perlomeno nella luce della porta” volevi dire forse “specchio della porta” caro Beppe Dossena?
12) La perla della serata arriva nell’intervallo: la parola passa a Marco Mazzocchi che con un metodo decisamente macabro prova a promuovere un’associazione benefica: “1, 2, 3, 4, 5… è morto un bambino. Aiutiamo “Save the children” a salvare la vita dei bambini che ogni 5 secondi muoiono nel mondo inviando un sms. Ne sono morti già altri due.” …agghiacciante!
13) “Prandelli ci ricorda la finale mondiale quando ringraziò lo stesso i suoi giocatori dopo la sconfitta” Gentili commenta il dopo gara ricordando la finale dei Campionati Europei.
14) “Intanto, ammonizione per Andersen” Bruno Gentili riguardo l’ammonizione per perdita di tempo del portiere italiano Morgan De Sanctis. Come se Andersen avesse voglia di perdere tempo sul 3-1 per l’Italia…

Non ho altro da aggiungere…
Anzi, visto che ci siamo, perchè non riproporre il video che ha santificato il mitico Salvatore Bagni?

@Giacomo_Baresi