Celebri impostori: da Lee Nelson, spacciatosi per giocatore del City nel riscaldamento, al francese Remi Gaillard, intruso nei festeggiamenti per la vittoria della Coppa di Francia

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Liverpool, sabato 16 marzo 2013, gara di Premier League Everton-Manchester City.
I Citizens si scaldano come di consueto prima della partita sotto lo spicchio riservato ai sostenitori ospiti. Tutti sono talmente concentrati sul match che nessuno si accorge che un infiltrato, il comico inglese Lee Nelson, ha deciso di indossare la divisa del City, calzettoni e scarpette e di fare riscaldamento assieme alla squadra. Dopo qualche minuto qualcuno deve essersi evidentemente accorto dell’intruso che viene segnalato, accompagnato fuori dagli steward e arrestato dalla polizia… per la cronaca, la partita verrà poi vinta dall’Everton per 2-0.

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Qualche anno prima, il comico francese Remi Gaillard, famoso per le sue incursioni e i suoi travestimenti, aveva deciso di infiltrarsi nei festeggiamenti della finale di Coppa di Francia del 2002. La partita era Lorient-Bastia e il Lorient alla fine di una lunga battaglia riuscì ad aggiudicarsi per la prima volta nella storia la prestigiosa coppa nazionale. Il giovane francese, vestito di tutto punto con la divisa della squadra vincitrice, sfruttando la confusione dovuta alla vittoria, si mischiò assieme ai giocatori e riuscì anche a salire in tribuna a ritirare la coppa, stringendo addirittura la mano al Presidente Chirac, che gli disse pure che aveva giocato molto bene…
Entrato in campo per continuare i festeggiamenti, non venne minimamente notato dalla sicurezza e assieme ai giocatori fece il giro d’onore dello stadio stringendo tra le mani la coppa. Infine, intervistato dalla televisione francese, dichiarò la sua disponibilità al commissario tecnico della Francia!

In un’altra occasione, durante una partita della nazionale francese di pallavolo, sempre vestito di tutto punto si trovò a cantare la Marsigliese assieme ai giocatori prima dell’inizio del match. Dopo aver scambiato i saluti di rito con gli avversari, fu individuato e accompagnato sulle tribune.

Infine, l’ultima bravata “sportiva” del nostro Remi si ebbe durante il match di rugby valevole per la Top 14 tra Montpellier e Bourgoin, il 6 aprile 2007. Effettuato l’ingresso in campo assieme a tutti i giocatori, una volta scoperto realizzò una meta e una trasformazione prima di scappare in tribuna.

@Giacomo_Baresi

Gli infortuni più drammatici: da Ronaldo a Eduardo, passando da Cissé e dallo sfortunato Lanzinger

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Le immagini del bruttissimo e violentissimo fallo di Valentian Eysseric, giocatore del Nizza, ai danni di Jeremy Clément, centrocampista del Saint Etienne, hanno fatto nelle scorse ore il giro del mondo. Un intervento decisamente sconsiderato che ha in pratica spezzato la caviglia destra del malcapitato che rischia di non poter più continuare a giocare a calcio. Per Eysseric, dopo l’espulsione diretta, sono previste ben 11 giornate di squalifica: il giocatore si è reso conto del suo folle gesto, ma ormai è troppo tardi… le sue scuse potrebbero non bastare.

Questo fallo mi ha riportato alla mente alcuni tra i più tragici e impressionanti infortuni che lo sport, nel suo lato negativo, mi ha mostrato in questi ultimi anni.

Il primo è il terribile fallo di Martin Taylor, difensore del Birmingham, nel match di Premier League del 2008 contro l’Arsenal del povero Eduardo (brasiliano di passaporto croato). Un intervento assassino (tra l’altro dopo pochissimi istanti dal fischio d’inizio) di Taylor che causò una frattura scomposta della tibia dell’attaccante dei Gunners. Immagini drammatiche, ma fortunatamente il giocatore è poi riuscito dopo qualche mese a tornare a giocare a pallone.

Birmingham City's Taylor tackles Arsenal's Eduardo Da Silva during their English Premier League soccer match at St Andrews in BirminghamLa vendetta di Roy Keane, storico capitano del Manchester United, nei confronti del norvegese Alf-Inge Håland, ex giocatore di Leeds e Manchester City. La rivalità tra i due non era di certo una novità: quando Håland giocava nel Leeds, nel 1997, con un intervento causò un grave infortunio al giocatore irlandese che si ruppe il legamento crociato. Håland invitò Keane a rialzarsi, facendo intendere che l’infortunio non sussistesse e Keane dal canto suo se ne ricordò bene: tre anni e mezzo dopo, durante un derby tra United e City, decise di vendicarsi con un terribile fallo intenzionale e di rara cattiveria sul difensore norvegese. Ginocchio spezzato e carriera finita.

Tutti gli appassionati di calcio avranno sicuramente ancora negli occhi le immagini del grave infortunio di Ronaldo quando vestiva la maglia dell’Inter; il giocatore, infortunatosi oltre sei mesi prima nel match contro il Lecce (lesione del tendine rotuleo), era pronto al rientro nella finale d’andata di Coppa Italia contro la Lazio il 12 aprile 2000. Dopo soli 6 minuti dal suo ingresso in campo, mentre affrontava con un doppio passo la difesa biancoceleste, il ginocchio cedette nuovamente e il tendine si ruppe definitivamente. Immagini drammatiche soprattutto per le urla di dolore del Fenomeno che con la maglia nerazzurra non riuscì più a togliersi alcuna soddisfazione.

Uno dei più sfortunati è stato sicuramente il centravanti francese Djibril Cissé, perché si è rotto per ben due volte in 2 anni e mezzo tibia e perone. Nell’ottobre 2004, quando giocava nel Liverpool, si fratturò le ossa della gamba sinistra dopo uno scontro con James McEveley, difensore dei Blackburn Rovers (6 mesi di stop). Nel maggio 2006 invece, indossando la maglia della nazionale francese in un’amichevole contro la Cina in preparazione al Mondiale, in uno scontro con il capitano cinese Zheng Zhi, si fratturò tibia e perone della gamba destra. La sua carriera fortunatamente però anche in questo caso riprese e ricordiamo Cissé come uno dei giocatori più originali del mondo del calcio…

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Infine, uno degli infortuni più drammatici che ricordo arriva dal mondo dello sci e il protagonista è lo sfortunato austriaco Matthias Lanzinger. Il 2 marzo lo sciatore prese il via del supergigante di Kvitfel, Norvegia, e, dopo una caduta, lo sci non gli si staccò dallo scarpone. Il risultato fu che la sua gamba sinistra continuò a torcersi in maniera incredibile su sé stessa, causando una frattura multipla dettata dalle numerose distorsioni subite. Trasportato non senza qualche problema in elicottero all’ospedale di Oslo (l’atleta in seguito farà causa alla Fis per i ritardi dei soccorsi), dopo 3 giorni i medici furono costretti ad amputargli la gamba sinistra sotto il ginocchio perché la circolazione sanguigna non era stata ripristinata. Lanzinger iniziò in seguito una breve carriera da commentatore, prima di buttarsi nello sci per disabili e ora lo aspettiamo ai Giochi Paralimpici di Soci nel 2014…

@Giacomo_Baresi

League Cup ed FA Cup: perchè l’appeal della Coppa Italia non è come quello delle coppe nazionali inglesi?

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Una cosa che mi ha sempre lasciato di stucco riguardo il calcio inglese è il fatto che gli stadi siano sempre pieni zeppi di tifosi. Ma non lo sono solamente durante le partite di Premier League, ma anche in quelle di Championship (la loro “Serie B”) e nelle categorie inferiori. In Italia, non c’è neppure bisogno di dirlo, solo nei big match quali derby o partite decisive i nostri fatiscenti stadi riescono a registrare il tutto esaurito. Ma in Inghilterra il tutto esaurito viene registrato non solo in campionato, ma anche durante le competizioni europee minori (Europa League) e soprattutto durante le partite di Coppa di Lega e di FA Cup. Infatti non esiste una sola coppa nazionale come avviene in Italia o in Spagna, ma ben due: le vincenti avranno un posto assicurato in Europa.

Lo stadio di Wembley

Lo stadio di Wembley

La Football League Cup vede protagoniste le 92 squadre della Lega inglese, ovvero le squadre che militano nelle prime quattro categorie: Premier League, Championship, League One e League Two. Un po’ come se da noi la Coppa Italia vedesse impegnate le squadre fino alla Seconda Divisione di Lega Pro. Il torneo inizia piuttosto presto per le piccole squadre (già in estate) per arrivare alla finale che solitamente si disputa a febbraio; gli avversari non sono mai da sottovalutare: ne sanno qualcosa l’Arsenal che due anni fa a Wembley perse contro il Birmingham (in seguito retrocesso) e il Liverpool che lo scorso anno dovette aspettare i calci di rigore per avere la meglio sul Cardiff (seconda divisione). La bellezza di questo torneo è l’imprevedibilità: tutti i turni eccetto le semifinali sono a partita unica, seguiti da eventuali supplementari e rigori. La stessa formula della Coppa Italia attuale dopo anni di inutili gare a turno doppio.

La Football League Cup (per motivi di sponsor ribattezzata Capital One Cup)

La Football League Cup (per motivi di sponsor ribattezzata Capital One Cup)

L’altro torneo, la cui vittoria per gli inglesi raggiunge quasi per importanza quella del campionato, è l’FA Cup. Si disputa dal 1872 ed è la manifestazione calcistica più longeva che viene tutt’ora giocata. E’ sostanzialmente la coppa nazionale, paragonabile come importanza teorica alla Coppa Italia. In questo caso l’imprevedibilità della competizione è ancora più accentuato rispetto alla Coppa di Lega poiché non esistono teste di serie: la bellezza di questa competizione sta nel fatto che vi partecipino tutte le squadre inglesi (o meglio, tutte le squadre hanno la facoltà di partecipare). Le piccole squadre iniziano a darsi battaglia in estate, mentre i professionisti scendono in campo in novembre e le grandi squadre ad inizio gennaio. La caratteristica principale dell’FA Cup è che se dopo 90′ le due squadre terminano la sfida in parità, dovrà essere giocato il cosiddetto “Replay”: qualche giorno dopo la partita si disputerà sul campo della squadra che ha giocato la prima partita in trasferta e in caso di ulteriore parità saranno i supplementari e i calci di rigore a decidere la contesa. La finale, in maggio sempre a Wembley, è un evento molto atteso da tutti gli inglesi; nel 2012 fu il Chelsea a trionfare. Chelsea che ha vinto ben 4 delle ultime 6 edizioni della FA Cup.

La FA Cup

La FA Cup

Dal primo all’ultimo turno, le partite delle competizioni nazionali inglesi sono molto sentite. L’opposto rispetto all’Italia ovviamente, dove al primo turno di Coppa Italia troviamo gli spalti deserti. Ma la cosa che dà molto fastidio è che la Coppa Italia sia snobbata in maniera eccessiva dalle squadre italiane che preferiscono in molti casi essere eliminate per non avere impegni ulteriori e potersi concentrare maggiormente sul campionato. In Inghilterra invece le coppe nazionali offrono un’importante vetrina sia per le piccole che per le medie squadre che spesso e volentieri riescono con delle vere e proprie imprese a infiltrarsi tra le grandi superando difficili turni contro squadre decisamente più quotate. Un altro punto fondamentale è che le partite in Inghilterra vengono giocate spesso e volentieri (soprattutto quelle di FA Cup) il sabato al posto delle consuete gare di campionato. Un appeal completamente diverso rispetto alla nostra coppa che trova turni invernali il martedì sera alle 18, dove un lavoratore difficilmente trova il tempo per andare allo stadio. Se provassimo anche noi a giocare durante le feste (come ha sperimentato la Serie B quest’anno giocando a Santo Stefano e il 30 dicembre), la gente probabilmente andrebbe più volentieri allo stadio, esentata dalle preoccupazioni lavorative. Così facendo si potrebbe fare in modo di poter giocare i turni di Coppa Italia durante il week-end e portare migliaia di persone a fare il tifo per la propria squadra pure agli ottavi di finale della competizione, completamente snobbati con questa formula.

Qualche dato sulle ultime partite di Coppa Italia del mese di dicembre (ottavi di finale): Milan-Reggina è stata vista da circa 3500 persone. Inter-Verona da circa 11000 (merito dei migliaia di veronesi accorsi in trasferta soprattutto per motivi non legati al calcio). Lazio-Siena meno di 5000. Parma-Catania circa 2500.

Le finali di FA Cup a Wembley sono viste da una media di 89000 spettatori.

Dagli inglesi abbiamo ancora molto da imparare…

@Giacomo_Baresi

Inghilterra: l’arbitro espelle… il guardialinee!

Un curioso episodio è avvenuto nel match tra Barton Stacey e Clatford Arms in un campionato dilettantistico inglese: l’arbitro, il signor Tony Wells, ha espulso dal terreno di gioco il guardalinee, John Smith.

L’arbitro aveva concesso un calcio di rigore per la squadra di casa, ma trovava il suo assistente in disaccordo. Da lì lo screzio tra i due: per il direttore di gara, il guardialinee lo avrebbe “insultato pesantemente”, mentre dal canto suo il collaboratore ha dichiarato che gli ha solamente detto che “doveva vergognarsi” per la decisione.

John Smith è dunque stato allontanato dal terreno di gioco e costretto ad andare a fare la doccia prima del tempo. Ora la Football Association indaga per “condotta impropria” da parte del direttore di gara.

Per quanto mi riguarda, non c’è nulla da obiettare sul comportamento dell’arbitro che ha il diritto di allontanare dal terreno di gioco anche i suoi collaboratori. Così come può espellere dei giocatori della stessa squadra che “litigano” tra di loro…

A volte però un po’ di buonsenso in più non sarebbe affatto male…

@Giacomo_Baresi

Arbitro “falciato” da due giocatori in Premier League

In Inghilterra succede di tutto.
E succede anche che l’arbitro venga steso in mezzo al campo da due giocatori!

L’arbitro Lee Probert mentre espelle ironicamente Sidwell

Nella sfida di Premier League tra Wigan e Fulham, al 14′ il direttore di gara Lee Probert si trova casualmente sulla traiettoria del pallone, esattamente tra i giocatori delle due squadre. Sidwell e Watson non esitano ad entrare duro sul pallone, intervenendo anche sull’arbitro che rimane a terra infortunato per qualche secondo.

Mentre subisce le cure del caso, espelle ironicamente i due giocatori!

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Zola: fioccano multe per chi non impara l’inglese

Gianfranco Zola è alla sua prima stagione da allenatore del Watford.
Il club londinese milita in Championship (la Serie B inglese) ed è di proprietà di Giampaolo Pozzo, patron dell’ Udinese e del Granada. Tuttavia l’avvio di campionato non è stato dei migliori: 2 vittorie e 3 sconfitte (consecutive) nelle prime 5 gare di campionato, che hanno relegato la squadra nei bassifondi della classifica. Il tecnico italiano è convinto che l’ostacolo della lingua inglese sia una delle motivazioni per cui il Watford ha iniziato in maniera non troppo convincente la nuova stagione. In estate sono infatti arrivati in prestito da Granada e Udinese numerosissimi giocatori di diverse nazionalità. Dal club friulano si sono trasferiti in Inghilterra Forestieri, Neuton, Ekstrand, Pudil, Abdi, Vydra, Cassetti, mentre molti altri li hanno raggiunti dall’Andalusia. A disposizione di Zola troviamo quindi italiani, spagnoli, svizzeri, francesi, cechi, brasiliani, svedesi e molti altri…

Gianfranco Zola dallo scorso luglio è il nuovo allenatore del Watford

Non tutti a quanto pare hanno imparato la lingua inglese e l’allenatore (che l’inglese invece lo sa alla perfezione) ha incontrato diverse difficoltà di comunicazione coi suoi giocatori. Da qui l’idea di multare chi entro un certo periodo di tempo non avrà superato il nuovo ostacolo e non avrà imparato l’inglese. Un rimedio molto severo quello preso da Zola, che però sono convinto possa portare i suoi frutti.

Ma come dimenticare le performance con un inglese molto maccheronico di allenatori italiani come Capello (Inghilterra), Ancelotti (Chelsea) e Trapattoni (Irlanda)? Per loro a quanto pare, la lingua straniera non è un problema!

@Giacomo_Baresi

Che fine ha fatto Federico Macheda?

Federico Macheda, talentuoso attaccante del Manchester United, si è perso per strada.
E’ stato per qualche mese uno dei giovani più promettenti del calcio inglese quando alla sua prima partita in Premier League, il 5 aprile 2009, esordì contro l’Aston Villa (a soli 17 anni) e segnò il gol del definitivo 3-2 a pochi secondi dalla fine. Una rete splendida che lo catapultò immediatamente nel calcio dei grandi. In circa due anni ha collezionato 27 apparizioni con la maglia dei Red Devils segnando 4 gol.

Nel 2011 tornò in Italia. Una Sampdoria orfana di Cassano e Pazzini lo volle in prestito per guidare il proprio attacco, ma fu un flop clamoroso. 16 presenze (poche delle quali sopra la sufficienza) e una sola rete in Coppa Italia contro l’Udinese. I blucerchiati quell’anno non riuscirono ad evitare la retrocessione.

Tornato a Manchester, le occasioni per giocare erano diventate sempre meno. Nella scorsa stagione andò nuovamente in prestito a gennaio, questa volta al Qpr, ma anche lì il campo lo vide poco. Ora è di nuovo tra le file dello United.

Federico Macheda a fianco del suo maestro Alex Ferguson

Per cui mi chiedo: Macheda è davvero un baby fenomeno, oppure un giovane sopravvalutato che ha avuto la fortuna di segnare al proprio esordio? La storia ricorda quella di Alberto Paloschi che esordì col gol con la maglia del Milan ed ora milita nel Chievo segnando di tanto in tanto. Tutto sommato credo che Macheda sia stato troppo sopravvalutato dopo l’esperienza inglese e a Genova ha dimostrato di non essere ancora maturo e in grado di guidare l’attacco di una squadra. Per lui era facile giocare a fianco di giocatori del calibro di Ronaldo, Rooney, Berbatov e Tevez, ma quando si è trovato in prima persona ad avere la responsabilità di sostenere il reparto offensivo, è crollato miseramente. Ora spero possa ritrovarsi, perché in futuro è un calciatore che potrebbe far comodo anche in chiave Nazionale, ma andando avanti di questo passo potrebbe essere ricordato come un giovane che si è subito “bruciato”. E’ reduce da due stagioni completamente buie, ma ricordiamoci che è nato solo nel 1991 ed ha ancora tutto il tempo per riscattarsi.

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Maicon: 98 birre in una sera. Verità o fantasia?

Secondo il giornalista e telecronista di Sportmediaset Bruno Longhi, i motivi per cui l’Inter abbia deciso di cedere Maicon al Manchester City sono legati principalmente all’alcool. Una situazione preoccupante quella del terzino brasiliano a quanto pare, dato che spesso non riusciva ad allenarsi poiché si presentava ad Appiano Gentile reduce da una sbronza.

Maicon festeggia con la maglia dell’Inter

Nel servizio in onda mercoledì 5 settembre nell’edizione pomeridiana di Studio Sport, Longhi afferma di essere stato a visitare il locale in corso Magenta nel quale Maicon abitualmente andava e che il gestore gli ha mostrato uno scontrino nel quale erano state pagate ben 98 bottiglie di birra da 33cl. Ovvero un consumo di oltre 32 litri.

Ma è umanamente possibile consumare 32 litri di birra in una sera? E chi ci da la conferma che lo scontrino fosse veramente quello di Maicon? Dobbiamo fidarci del barista e di Bruno Longhi nel credere che tutte quelle birre se le è bevute l’ex giocatore dell’Inter?

Ovviamente io non credo a questa ipotesi. Anche se i brasiliani (come insegna il buon vecchio Adriano) in fatto di alcool la sanno lunga, penso che quella del gestore del locale milanese sia solo una trovata pubblicitaria e che Bruno Longhi abbia colto la palla al balzo per un servizio originale nel quale ha cercato di “esagerare” come suo solito (non so se in buona o cattiva fede). Un modo come un altro per spararla grossa, con una prova (quella dello scontrino) superficiale e inaffidabile; come mi è stato fatto notare, non è che ci sia scritto il nome di Maicon a fianco del bigliettino in modo tale da ricondurre l’acquisto al consumo della bevanda.

Notizia dunque da prendere con le pinze, ma credo comunque che i gestori dei pub di Manchester si staranno già sfregando le mani…

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Maicon alla presentazione con la sua nuova maglia del Manchester City

Il portiere sbaglia e Di Canio lo sostituisce

Paolo Di Canio non smette mai di stupire.

L’ex centravanti della Lazio, ora alla guida dello Swindon Town, squadra che milita nella League One inglese (la nostra serie C1), si è reso protagonista di un altro gesto che si potrebbe definire “originale”.

Il giovane portiere Wes Foderingham (classe ’91) ha subito ben 2 gol nei primi minuti nella sfida di domenica scorsa contro il Preston North End, il secondo dei quali con una vera e propria papera poiché ha calciato il pallone addosso ad un avversario, permettendo ad un altro giocatore di insaccare facilmente il pallone in rete. Furioso, l’allenatore italiano non ha esitato a sostituire il suo uomo con il secondo portiere, Leigh Bedwell, che ha giocato il resto del match.

Il povero Foredingham non l’ha presa ovviamente bene andandosene in tribuna e i rapporti con il suo coach non saranno sicuramente più idilliaci, soprattutto se consideriamo che nelle interviste del post partita, Di Canio lo ha definito uno dei peggiori giocatori mai visti in un campo da calcio e messo fuori squadra fino a quando non chiederà scusa ai propri tifosi. Una batosta forse troppo crudele e immeritata per il giovane portiere.

Di Canio non è nuovo a cose del genere: lo scorso anno è stata famosa la scazzottata con il suo giocatore Leon Clarck al termine della partita di Carling Cup contro il Southampton.

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La papera di Foderingham e lo sfogo di Di Canio (VIDEO)

Di Canio ai tempi del West Ham