Mike Tyson e il morso all’orecchio di Evander Holyfield

Le immagini che hanno fatto la storia dello sport

Las Vegas, 28 giugno 1997. Mike Tyson, ex campione del mondo dei pesi massimi, sfida Evander Holyfield. Nel terzo round Tyson morse l’orecchio dell’avversario, staccandogli buona parte della cartilagine. Iron Mike fu squalificato per un anno e costretto a pagare una multa di 3 milioni di dollari.

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Vitali Kiltschko: atleta, pugile e politico

C’è stato un periodo, dall’inizio degli anni 2000 fino al 15 dicembre 2013, dove la categoria dei pesi massimi della boxe era dominata da due veri e propri giganti, i fratelli Wladimir e Vitali Klyčko. Sono pochi gli esempi nello sport di fratelli che hanno avuto una carriera così costellata di successi come i due ucraini. I fratelli Branco, sempre nella boxe, nel calcio non si possono scordare i fratelli Filippini, Baresi, Inzaghi e i gemelli Derrick. Tuttavia, nessuno di questi conseguì i successi dei Klyčko. Wladimir è tutt’ora campione del mondo delle sigle WBO, WBA, IBF e IBO, e il prossimo 26 aprile difenderà i suoi titoli contro Alex Leapai. Mentre Vitali è stato campione WBO dall’1999 al 2000, e poi WBC dal 2003 al 2004 e dal 2008 fino al 2013, quando si ritirò da campione dalla sce-na pugilistica.
Vitali, il più vecchio dei due, è alla ribalta in questi giorni per il suo impegno politico in ucraina e per essere stato uno dei leader dell’opposizione al presidente Yanukovich.
Pugile, scacchista, laureato in Scienze motorie all’università di Kiev e leader dell’opposizione ucraina, quest’uomo fa della poliedricità uno dei suoi marchi di fabbrica.
Vitalij Volodymyrovyč Klyčko, Vitali Klitschko per i non slavisti, nasce a Belovodsk il 19 luglio 1971 a, in Ucraina, figlio del maggiore generale dell’aeronautica militare sovietica Rodionovich Klitschko, il quale fu comandante delle operazioni di pulizia nella centrale nucleare di Černobyl dopo il disa-stro del 1986. Vitali muove i suoi primi passi nel mondo degli sport da combattimento nella kick boxing per poi passare in seguito alla boxe. La sua carriera da pugile dilettante delinea già il suo talento. Vincitore per tre volte del titolo ucraino, del campionato militare nel 1995 e di una medaglia d’argento ai Mondiali, la sua carriera dilettantistica si chiude con un record di 210 incontri disputati, di cui 195 vinti ( tra questi, 80 prima del limite).

I fratelli Vitali e Wladimir Klitschko

I fratelli Vitali e Wladimir Klitschko

Vitali sbarca nella boxe professionistica il 16 novembre 1996, la stessa data in cui anche suo fratello Wladimir diventa professionista. Il primo titolo da lui vinto risale al 24 ottobre 1998, quando batte per TKO il suo sfidante Mario Schieber, vincendo così la corona di campione europeo dei pe-si massimi. Passa meno di un anno dal suo primo titolo che la WBO gli offre la possibilità per gua-dagnarsi il suo primo titolo mondiale, competendo contro l’allora campione Herbie Ride. Il 25 luglio 1999 Vitali riesce a vincere il titolo contro il detentore inglese in appena due round, mandandolo al tappeto.
Sfortunatamente, il campione ucraino, imbattuto dopo 27 match e due difese del titolo, perde la cintura WBO contro Chris Byrd durante il terzo incontro da campione del mondo. Vitali fu costretto a ritirarsi alla nona ripresa in seguito a un infortunio alla spalla, sebbene stesse vincendo l’incontro ai punti.
Tutto ciò non fermò comunque il pugile ucraino, che il 21 giugno 2003 ebbe un’altra occasione per il titolo della WBC, contro un pugile di livello eccelso come Lennox Lewis, il quale, solo un anno prima, aveva decretato la fine di Mike Tyson, mandandolo al tappeto sul ring di Menphis. Quest’incontro sarebbe stato anche l’ultimo della carriera di Lewis.

Anche questa volta però, la fortuna giro le spalle a Vitali. Durante la sesta ripresa, l’arbitro ferma il match in quanto il sopracciglio sinistro di Klitschko aveva iniziato a sanguinare copiosamente e non vi era possibilità di continuare il match. Anche questa volta Vitali era in vantaggio ai punti.
Nonostante questi due sfortunati match, era chiaro a tutti che i Klitschko sarebbero diventati i futuri dominatori della categoria regina della boxe.
Il 24 aprile 2004 allo Staples Center di Los Angeles, Vitali ebbe la sua nuova occasione per diven-tare campione dei pesi massimi sigla WBC., contro il sudafricano Corrie Sanders.
L’incontro si concluse all’ottava ripresa per TKO.
Finalmente Vitali dopo quattro anni, l’ucraino poté di nuovo fregiarsi del titolo di campione del mondo WBC.
Tuttavia, la fortuna abbandonò di nuovo il campione. Dopo la vittoriosa difesa del titolo contro Danny Williams nel dicembre 2004, Vitali viene colpito da una serie di infortuni al menisco e al crociato del ginocchio destro e anche alla schiena, Vitali decide di lasciare vacante il titolo WBC, cosa che lo decretò campione emerito della stessa sigla, dandogli la possibilità, in caso di ritorno sul ring, di sfidare immediatamente il campione in carica.
Klitschko stette lontano dalla scena per 1400 giorni. L’11 ottobre 2008 a Berlino, Vitali ritornò a calcare di nuovo un’arena di pugilato. Il suo avversario era il campione nigeriano Samuel “The Nigerian Nightmare” Peter. Il pugile ucraino vinse all’ottava ripresa per TKO, divenendo così il quarto pugile nella storia della boxe, dopo Muhammed Alì, Evander Holyfield e Lennox Lewis, a conqui-stare la corona WBC tre volte.

Vitali colpisce Shannon Briggs durante il loro match, svoltosi il 18 ottobre 2010

Vitali colpisce Shannon Briggs durante il loro match, svoltosi il 18 ottobre 2010

A questo incontro seguirono nove vittoriose difese del titolo, combattendo l’ultima volta nella sua carriera il Manuel Char nel settembre 2012.
Il 15 dicembre 2013, Vitali Kiltschko si ritirò da campione emerito WBC, soprattutto a causa del suo impegno politico. L’interesse per la politica era stato, fin dagli inizi della sua carriera e di quella di suo fratello, una nota distintiva dei Klitschko. Nel 2004, i due avevano dimostrato il loro supporto per la rivoluzione arancione ucraina guidata da Viktor Yuschenko. In seguito, durante la sua pausa forzata dalla boxe, Vitali aveva corso per la carica a sindaco di Kiev, perdendo contro Leonid Chernovetsky. Alle elezioni del 2008 per il consiglio municipale di Kiev, Vitali venne eletto nella lis-ta che prendeva nome da lui. Per l’occasione, aveva ingaggiato Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York, come consulente per la sua campagna.

Vitali Klitschko durante le manifestazioni in piazza Maidan

Vitali Klitschko durante le manifestazioni in piazza Maidan

Nel 2012 entrò nel parlamento ucraino, guidando il partito in cui era stato eletto, l’UDAR.
Il 24 ottobre 2013, Vitali annunciò che avrebbe corso per la carica a presidente della repubblica, nelle elezioni che si sarebbero tenute nel 2015.
La situazione nel paese degenerò, provocando diversi scontri tra le fazioni pro Yanoukovich e quelle contro il presidente ucraino. Klitschko fu uno dei protagonisti non solo per quanto riguardava l’opposizione politica al presidente, ma per gli scontri in piazza Maidan, partecipandovi in prima persona.
Vitali è ancora intenzionato a candidarsi come presidente della repubblica nelle elezioni che sono state spostate nel 2014, portando avanti la sua idea politica che prevede un’Ucraina più europea e meno russofila, dove la cosa più importante non sia una lingua comune, ma la voglia di combattere la corruzione dilagante e salvaguardare i diritti umani.

Matteo Latorraca

Chessboxing: lo sport che mischia la violenza con l’intelletto

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La boxe, e gli sport da combattimento in generale, sono di per  sé discipline  estreme, in certi casi bistrattate e ritenute assurde, in quanto per molti resta difficile capire il motivo per il quale una persona dovrebbe picchiare e farsi picchiare da qualcuno verso il quale non prova né risentimento né astio.
Gli  scacchi, d’altra  parte, sono  per eccellenza la disciplina che più predilige l’uso della  ragione e dell’intelletto. Tuttavia, se proprio si volesse trovare una qualche analogia con gli sport da combattimento, anche gli scacchi prevedono una certa dose di violenza. Infatti, il più delle volte, una partita si conclude con l’omicidio di un regnante.
Fu anche per questa ragione che Garri Kimovič Kasparov disse che “non esiste sport più feroce degli scacchi”.

Un incontro di Chessboxing

Un incontro di Chessboxing

Sembrerà strano, ma qualcuno ha deciso di unire le due discipline e crearne una nuova e rivoluzionaria: il Chessboxing. L’idea iniziale fu quella di creare uno sport che fosse impegnativo sia da un punto di vista prettamente fisico, sia da un punto di vista mentale. Una sorta di biathlon, ma decisamente più radicale.
Nel Chessboxing, gli  sfidanti si affrontano  su una distanza di massimo undici riprese, sei  round di scacchi e cinque di boxe, che vengono alternati: un round di scacchi e uno di pugilato, iniziando con quello di scacchi che dura quattro/tre minuti, seguito da quello di pugilato che ne dura tre. Tra un round e l’altro vi è un  minuto di pausa, per permettere  agli sfidanti di cambiarsi. La variante degli scacchi utilizzata negli incontri è un gioco rapido, dove ogni contendente ha un totale di dodici minuti per fare le sue mosse e vincere l’incontro. Se un combattente non muove durante il suo turno può essere ammonito dall’arbitro, e da quel momento ha dieci secondi per effettuare una mossa. Questo per evitare che il contendente voglia arrivare a una situazione di stallo o cerchi di sfruttare solo le sue abilità pugilistiche. Il pugile/scacchista può vincere mandando a tappeto  l’avversario, dichiarando lo scacco matto o perché l’avversario non muove durante l’arco dei dodici minuti che ha a disposizione o per il ritiro del contendente. Se la partita di scacchi finisce con uno stallo, i giudici ricorrono al conteggio dei punti del match di boxe. Se anche questo è un verdetto di parità, il risultato è un pareggio.

Iepe Rubingh, il primo campione mondiale di Chessboxing

Iepe Rubingh, il primo campione mondiale di Chessboxing

Questo sport trova la sua origine nella graphic novel Freddo Equatore di Enki Bilal. Nella  sua opera, Bilal immagina uno sport che preveda un incontro di pugilato seguito da un match di scacchi. Il Chessboxing attuale, codificato nel 2001 dall’artista olandese Iepe Rubingh, prevede che gli scacchi e la boxe si alternino. Rubingh fondò la World Chess Boxing Organisation (WCBO) nel 2003 a Berlino e il primo club di chessboxing nel 2005.
La prima esibizione pubblica risale al 2003, quando Rubingh, detto “Iepe the Joker”, sfidò “Louise the Lawyer”, ad Amsterdam. La sfida era in realtà concepita come un’esibizione artistica e infatti il pubblico era composto quasi esclusivamente da appassionati di arte.  “The Joker” riuscì a spuntarla contro “The Lawyer” dopo undici riprese di boxe e dopo  che il suo avversario non riuscì a portare a termine la sua mossa nel tempo prestabilito. Iepe Rubingh divenne così il primo campione mondiale di Chessboxing.
Da quel momento in  poi, questo sport ha intrapreso una  parabola ascendente, iniziando a diffondersi in altri paesi. L’India, la Russia, la Germania, la Cina e l’Italia sono membri  della WCBO. A Londra vi è un’organizzazione parallela, la World Chess Boxing Association (WCBA), che negli ultimi cinque anni ha organizzato più di 20 tornei.
L’obbiettivo primario di  queste due organizzazioni, la  WCBA e la  WCBO, è  quello di  diffondere il più possibile questo sport, al  punto di, come afferma il sito della WCBO ,“far   diventare il Chessboxing la disciplina regina delle Olimpiadi”.

Gianluca Sirci, lo sfidante italiano di Nikolay Sazhin

Gianluca Sirci, lo sfidante italiano di Nikolay Sazhin

Per diventare chessboxer non serve solo tanta voglia e un paio di guantoni. Come recita il sito della WCBO, bisogna avere  meno di  35 anni, essere in ottima forma fisica, avere  all’attivo almeno 20 match di boxe e il tuo ELO, ossia il metodo utilizzato dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE) per misurare la forza relativa di un giocatore di scacchi, che non sia minore di 1800, qualco-sa meno di un giocatore definito “esperto”. In caso non si sia a disposizione di un punteggio ELO, o di un livello di un altro  sistema nazionale  o internazionale, un preparatore della  WCBO vi testerà online. Sul sito  dell’organizzazione si trova  un application form, che  una volta riempita, verrà valutata dagli addetti ai lavori.
Sebbene le capitali del chessboxing siano Londra, seguita subito dopo da Berlino, anche  in Italia questo sport sta iniziando a prendere piede. Infatti. Lo scorso 28 novembre Gianluca Sirci, detto “Il Dottore”, biologo di Foligno di 41 anni, ha incontrato il 25enne russo Nikolay Sazhin a Mosca, decisamente più quotato, essendo già campione dei massimi, sigla WCBA. Purtroppo, l’italiano, dopo otto riprese dove ha tenuto testa al russo più giovane e titolato, ha perso alla nona ripresa di scacchi, quando Sazhin ha costretto all’angolo il suo re.

Matteo Latorraca