FORMULA UNO STORY – Il week end più tragico della storia della Formula Uno: Gran Premio di San Marino 1994

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1° maggio 1994, ore 18.40.
Ayrton Senna viene dichiarato ufficialmente morto. Non è riuscito a sopravvivere al terribile schianto della sua Williams alla curva Tamburello del circuito di Imola. Il piantone della sua monoposto ha ceduto e le conseguenze dell’impatto sono state tragiche. Il pilota non ha mai ripreso conoscenza e qualche ora dopo è spirato all’Ospedale Maggiore di Bologna lasciando un enorme vuoto nel mondo della Formula Uno. E’ la fine del week end più tormentato della storia di questo sport.

I medici del circuito di Imola provano inutilmente a rianimare Ayrton Senna

Io di Senna ovviamente non ricordo molto. Però qualche vaga immagine è ancora scolpita nella mia memoria, soprattutto perché mi era stato regalato il modellino della sua McLaren bianca e rossa (quella del 1993, con il numero 8) con il quale spesso giocavo. Nel 1994, passò alla Williams. Vincitore di 3 Mondiali (1988, 1990, 1991), il pilota brasiliano è stato uno dei migliori di sempre, forse addirittura quello più spettacolare. Riusciva sempre a portare al limite la sua vettura e a lottare per la pole position e per la vittoria senza mai mollare. Un pilota d’altri tempi, forse il più grande di tutti. Personalmente nutro una certa simpatia per lui e Gilles Villeneuve: pur non avendoli mai visti correre, erano piloti diversi dagli altri. Questo non lo dico perché entrambi hanno trovato la morte (quindi sono stati santificati dall’opinione pubblica), ma perché erano piloti istintivi e spettacolari. Mi è capitato spesso di vedere documentari sulle loro vite e sulle loro carriere e credetemi, sono rimasto molto affascinato da loro.

Ayrton Senna all’interno della sua Williams

L’ultima pole position Senna la conquistò proprio ad Imola il giorno prima della sua morte nel Gran Premio di San Marino. Una prima fila triste però per Senna, perché durante le prove del sabato perse la vita il pilota Roland Ratzenberger, che uscì di pista ad oltre 300 km/h alla curva Villeneuve a causa del cedimento dell’alettone anteriore. Uno schianto fatale per l’austriaco che era al suo terzo Gran Premio e che turbò notevolmente gli animi degli altri piloti. Era dal 1986 che non si verificavano più incidenti mortali in Formula Uno: l’ultimo era stato quello di De Angelis che perse la vita durante le prove private della sua Brabham sul circuito francese Paul Ricard.

Roland Ratzemberger immobile all’interno della sua monoposto dopo lo schianto

Il giorno prima, il venerdì, il protagonista fu invece Rubens Barrichello. Uscito di pista alla Variante Bassa per la rottura della sospensione sinistra, il brasiliano decollò con la sua Jordan finendo dritto nelle protezioni. Lui fu decisamente fortunato: setto nasale rotto e una costola incrinata che tuttavia non gli consentirono di prendere parte alla gara.

La gara fu una tragedia.
Durante la partenza, la Benetton di Letho rimase ferma sulla griglia di partenza e fu tamponata da dietro dalla Lotus di Lamy che evidentemente per concitazione non aveva visto il collega. Pezzi della due vetture finirono in tribuna e ferirono ben 9 persone tra il pubblico, una delle quali in modo molto grave che finì in coma. Safety Car in pista, ma la gara continuò.

Alle 14.17 lo schianto di Senna. Il piantone dello sterzo si ruppe e la sua Williams non fu più in grado di curvare; finì dritto a velocità altissima nella via di fuga della curva Tamburello, schiantandosi contro le protezioni. Nell’impatto, la sospensione si staccò e penetrò attraverso la visiera del casco, nella testa del pilota brasiliano. Non ci fu più nulla da fare per Ayrton che non riprese più conoscenza per le gravissime lesioni cerebrali e spirò a Bologna qualche ora dopo.

La gara fu interrotta con la bandiera rossa, ma i gravi incidenti non finirono. Alla ripresa della competizione, quando mancavano 10 giri al termine, Michele Alboreto perse una gomma della sua Minardi mentre transitava nella pit lane. Lo pneumatico schizzò a tutta velocità nella corsia dei box e ferì 5 meccanici: 3 della Ferrari, uno della Lotus e uno della Benetton.

Per la cronaca, la gara fu vinta dal giovane Michael Schumacher che, a fine stagione, con la Benetton trionferà per la sua prima volta.

Un week end nero per la storia della Formula Uno. Tutti lo ricordano solamente per la morte di Senna, ma sembra davvero incredibile quante altri avvenimenti tragici siano successi in quei tre giorni: dall’incidente di Barrichello, alla morte di Ratzemberger, fino ad arrivare agli incidenti in gara della partenza tra Letho e Lamy e quello avvenuto nella corsia dei box di Alboreto.
Il bollettino finale è tragico: 2 morti (Senna e Ratzemberger) e 15 feriti (Barrichello, 9 spettatori, 5 meccanici). Nel video sottostante, il riassunto di questo week end di sangue.

Giacomo Baresi (@Giacomo_Baresi)