Antonio Cassano: oltre 10 anni di “cassanate”!

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Le famose “cassanate” del fantasista barese Antonio Cassano iniziarono alla Roma, quando sulla panchina giallorossa c’era Fabio Capello che coniò proprio quel termine. Il rapporto con il tecnico friulano fu di amore-odio (un po’ come quello tra Mancini e Balotelli, per intenderci) perché l’allenatore vedeva nel talento di Bari vecchia un vero e proprio fuoriclasse che però non era supportato da un comportamento adeguato. Col tempo e con il passare degli anni, Cassano sembrò maturare anche grazie al matrimonio con Carolina Marcialis e alla nascita del suo primogenito, ma purtroppo, dopo un periodo che possiamo definire di stabilità alla Sampdoria, la rottura con Garrone e l’approdo a Milano ci hanno restituito un giocatore spesso nervoso e sopra le righe…

url-1Di seguito le principali cassanate, anche se tra screzi, litigi e sceneggiate, un solo post potrebbe non essere sufficiente…

BARI

1. Ancora ai tempi del Bari, Cassano fu beccato dalla polizia a circolare in automobile tra le strade del capoluogo pugliese con il solo foglio rosa e senza accompagnatore. In un’altra occasione fu invece fermato perché alla guida di un motorino senza casco.

2. In Under 21, nel marzo del 2001, dopo essere rimasto in panchina nella partita contro la Romania, ebbe un diverbio con l’allenatore Claudio Gentile e il giorno successivo lasciò il ritiro.

ROMA

3. Durante la trasferta di Champions League di Madrid, fu richiamato ufficialmente perché malgrado fosse vietato portare il cellulare a tavola, il suo squillò durante la cena facendo imbestialire Capello.

4. Il 23 febbraio 2003 a Udine venne squalificato per aver ripetutamente insultato l’arbitro Pieri.

5. Nella finale di Coppa Italia del 31 maggio 2003 contro il Milan, espulso dall’arbitro Rosetti, Cassano gli mostrò le corna.

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6. Nella stagione successiva (2003/2004), promise a Capello che in caso di gol nella sfida con la Juventus avrebbe rotto la bandierina del calcio d’angolo. Roma-Juventus 4-0 con doppietta di Cassano…

REAL MADRID

7. Passato al Real Madrid, Cassano ritrovò Capello che tuttavia non prese molto bene l’imitazione durante un pre partita da parte dell’attaccante barese (dicembre 2006) che segnò in pratica la fine della sua avventura spagnola.

SAMPDORIA

8. Approdato alla Sampdoria, il 16 dicembre 2007 era diffidato durante la gara contro la Fiorentina e, ammonito, fu costretto a saltare la tanto attesa sfida contro la sua ex squadra, la Roma. Dopo aver preso il giallo fece una vera e propria sceneggiata scoppiando addirittura in lacrime.

9. Il 2 marzo 2008, contro il Torino, Cassano perse nuovamente la testa quando fu espulso per proteste dall’arbitro Pierpaoli. Il giocatore si tolse la maglietta e minacciò ripetutamente il direttore di gara aspettandolo fuori dal tunnel degli spogliatoi. Cinque giornate di squalifica e multa salatissima.

10. Dopo oltre due anni di tranquillità e dopo aver portato la Sampdoria in Champions League, arrivò la lite col presidente Garrone che segnò praticamente la fine della storia d’amore tra Cassano e il club ligure. Le versioni sull’accaduto sono contrastanti, ma sembra che Garrone volesse che Cassano lo accompagnasse a Sestri Levante per ritirare un premio, ma il giocatore non ne volle sapere. I toni si alzarono fino agli insulti finali di Cassano nei confronti del presidente: “Fanculo! Vecchio di m…(insulti vari mentre rientra nello spogliatoio). Vaff…bocch…(altri insulti, dello stesso tenore, sono stati ascoltati da tifosi e giocatori della Samp).” (Gazzetta)

MILAN

11. Durante la conferenza stampa prima del match contro la Croazia valevole per la fase a gironi di Euro 2012, Cassano parlò così riguardo i gay in nazionale: “Gay in nazionale? Sono problemi loro. Ma spero di no… Me la cavo così, sennò sai gli attacchi da tutte le parti”. Polemiche in questo caso forse troppo eccessive…

INTER

12. Polemiche asprissime con Galliani dopo il suo passaggio all’Inter nello scambio con Pazzini e dopo che il Milan lo aveva aiutato nei suoi problemi cardiaci. “Mi ha preso in giro, promette ma poi non mantiene la parola. Faceva tanto fumo e poco arrosto”

13. Polemiche anche con l’allenatore della Juventus, Antonio Conte, quando nel novembre 2012 dichiarò che alla Juve ci fossero soltanto “soldatini”.

14. L’ultima cassanata lo scorso venerdì, quando Cassano e l’allenatore dell’Inter Stramaccioni sarebbero venuti alle mani.

Ora, non ci resta che vedere cosa ne sarà del futuro di Fantantonio… proseguirà con i nerazzurri (la squadra per cui tifava da bambino) o tornerà alla Sampdoria per terminare la carriera?

@Giacomo_Baresi