NBA Power Rankings – Post All Star Break

Seguimi anche su Facebook: https://www.facebook.com/giacomobaresicom

1. Miami Heat (41-14 in stagione)

Gli Heat hanno finalmente ingranato le marce alte in questa stagione, iniziando a dominare sul serio, vista la striscia aperta di 12 vittorie consecutive (la più lunga nell’era dei Big Three). LeBron James in febbraio ha disputato il suo miglior mese in carriera, con percentuali superiori al 60% al tiro e più di 30 punti di media (tra l’altro primo giocatore dopo Kareem Abdul Jabbar a tirare con almeno il 64% in un mese di stagione regolare). In questa serie di successi un ruolo importante l’ha avuto Shane Battier, il veterano uscito da Duke, che sta tirando dalla lunga distanza con percentuali prossime al 50%, dato importantissimo in una squadra come Miami, che cerca sempre di sfruttare i raddoppi sui suoi Big punendo gli avversari col tiro da 3 punti (e finora Ray Allen è sotto le aspettative da questo punto di vista). Insomma non dovrebbero esserci problemi per la squadra di coach Spoelstra a chiudere al primo posto nella Eastern Conference.

Lebron James

Lebron James

2. Oklahoma City Thunder (42-15 in stagione)

Continua la rincorsa dei Thunder verso il primo posto nella Western Conference, ora in mano a San Antonio e distante due partite. Negli ultimi giorni è tornato nel roster, dopo la bella prova della scorsa stagione, Derek Fisher, il “venerabile maestro” ex-Lakers, che dopo la breve esperienza di inizio anno ai Mavericks ha deciso di aggregarsi al gruppo per provare nuovamente a vincere il titolo. Westbrook e Durant intanto continuano a dominare, con il secondo che ha realizzato nell’ultima sfida contro Sacramento la terza tripla doppia in carriera. Note positive arrivano dal punto di vista difensivo, come mostra ad esempio la vittoria sui Bulls ottenuta lasciano solo il 29% dal campo agli avversari. La sconfitta nell’immediato post AllStar break contro i Rockets dell’ex James Harden (autore di 46 punti) ha però mostrato come i Thunder, indipendentemente da come concluderanno la stagione, dovranno essere giudicati nei playoff, dove quest’anno dovranno fare a meno del Barba soprattutto nei momenti decisivi, in cui spesso era stato prezioso. Una prova importante rimane comunque quella di domenica prossima allo Staples Center contro i Clippers.

Derek Fisher

Derek Fisher

3. Los Angeles Clippers (42-18 in stagione)

Situazione simile ai Thunder quella dei Clippers, che dopo una brutta sconfitta di 26 punti contro San Antonio sono andati a vincere contro tre squadre, soprattutto i caldissimi Pacers, sconfitti sul loro campo ad Indianapolis (venivano da 5 successi consecutivi in cui avevano asfaltato ogni avversario). Come sempre ad alzare la voce è stato Chris Paul, autore in questa partita di 29 punti e 8 assist, segnando gli 8 ultimi punti dei suoi. Sfumata la trade che avrebbe potuto portare giocatori importanti per la scalata all’Anello (si è parlato diKevin Garnett, che a quanto pare CP3 ha provato in tutti i modi a convincere), i Clippers devono continuare a fare affidamento su un buon quintetto finora magistralmente supportato dalla panchina: Jamal Crawford ed Eric Bledsoe, probabili titolari in altre franchigie, saranno decisivi nei playoff, dove probabilmente i Clips si troveranno a giocare senza il vantaggio del fattore campo se vorranno vincere la Conference. Test importante, come già detto, la sfida coi Thunder di domenica, contro cui la squadra di Vinny del Negro ha già perso due volte quest’anno (una senza Chris Paul).

ronny-turiaf-matt-barnes-jamal-crawfor-e62ca75dc13d813a
4. Memphis Grizzlies (38-18 in stagione)

Striscia aperta di 7 vittorie per i Grizzlies, che si sono ritrovati dopo qualche sbandamento, a seguito della partenza di Rudy Gay, sicuramente uno dei top player della squadra. Memphis sta decisamente puntando sulla difesa, fasi di gioco in cui sta concedendo 91 punti ogni 100 possessi agli avversari. Particolarmente rappresentativa di ciò , oltre che sorprendente, l’ultima vittoria su Dallas, che ha visto il team del Tennessee essere in svantaggio addirittura di 25 punti, tirare col 37% e giocare ben 7 minuti nel quarto quarto senza infilare un canestro. La vittoria anche qui è arrivata grazie alla difesa, che ha concesso soltanto 29 punti nel secondo tempo. I Grizzlies mantengono saldamente il quarto posto ad Ovest e venerdì incontreranno i campioni in carica di Miami.

Zach Randolph

Zach Randolph

Nel giovedì post All Star break è scaduto il termine per possibili trade e di fatto non sono arrivati grandi colpi in grado di spostare gli equilibri, come poteva essere soprattutto l’addio agli Hawks di Josh Smith o uno scambio che coinvolgesse I big di Boston.
Stephen Curry è stato autore di una incredibile prestazione contro i Knicks, segando 54 punti tirando solo 28 volte. Ad ulteriore dimostrazione che è la difesa che fa vincere le partite è il fatto che tutti questi punti non siano serviti a portare alla vittoria Golden State, che è stata fermata dal career high in rimbalzi di Tyson Chandler (28).
Tra le prestazioni superlative di questa settimana anche quella di Joakim Noah di Chicago, autore contro Philadelphia di una tripla doppia con 28 punti, 21 rimbalzi e 11 stoppate.
Lebron James e Kobe Bryant sono stati nominati giocatori della settimana, dopo che il secondo è stato autore di un’eccellente prestazione contro Dallas, seguita alle critiche ricevute da Mark Cuban (proprietario dei Mavs) che aveva suggerito ai Lakers di “amnistiare” (licenziare di fatto) il Black Mamba. 

E infine il video dell’harlem shake dei Miami Heat, che sta spopolando su internet…

@il_duso