“Fantozzi e lo sport”: la CACCIA

Seguimi anche su Facebook: https://www.facebook.com/giacomobaresicom

La saga di “Fantozzi” è entrata di diritto nella storia del cinema italiano. La bravura di Paolo Villaggio è stata quella di stereotipare al massimo la vita dell’italiano medio impersonificandola nel ragioniere più famoso d’Italia. E lo sport è sempre stato uno dei passatempi preferiti di Fantozzi, malgrado i disastrosi risultati… Ogni settimana vedremo come Paolo Villaggio ha descritto la sua visione di vari sport (calcio, tennis, sci, atletica, ciclismo, biliardo) nella tragica vita quotidiana del ragionier Fantozzi.

da “Il secondo tragico Fantozzi” (1976) di Luciano Salce

“Apertura della caccia. Quest’anno, travolto dall’implacabile Filini, sempre assatanato da nuove tragiche iniziative, anche Fantozzi ha deciso di parteciparvi. Abbigliamento di Filini: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galosce, carte topografiche e trombone da brigante calabrese. Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale stretta in vita da gigantesca cartuccera da mitragliatrice residuato della II Guerra Mondiale, fionda elastica, siero antivipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto subito fuggito durante le operazioni di partenza.”

L’abbigliamento di Fanozzi e Filini

Ancora una volta il povero Fantozzi si fa convincere a partecipare a una delle innumerevoli iniziative dell’implacabile amico Filini. Come nel caso analizzato in precedenza della partita a tennis, anche per la caccia l’abbigliamento dei due è una delle cose fondamentali: malgrado non siano dei professionisti, con vestiti e accessori stravaganti cercano di assomigliarci il più possibile, sfociando come sempre nel ridicolo.

Filini porta Fantozzi in un bosco dove afferma di trovarsi in un posto che nessuno conosce: “Guardi, c’è questa famosa collinetta. Praticamente nessun uomo ci ha mai messo piede, questo è un posto che non conosce nessuno!”

la “penna alla Robin Hood” del cappello di Filini che finisce negli occhi del povero Fantozzi

Risultato?

“Seicentoventi cacciatori in quattordici metri quadri!”

Seicentoventi cacciatori in quattordici metri quadri

Tutti i cacciatori presenti sentono il richiamo di un uccello e mirano con i fucili verso il cespuglio da cui proviene il rumore (tra cui Fantozzi con la sua fionda): era il Cavalier Margheriti dell’istituto Case Popolari che viene scambiato per una preda! In seguito il perito industriale Carletti detto “Il leprotto” per una malformazione congenita al labbro superiore, si accorse di essere insistentemente osservato e i cacciatori non gli lasciano scampo.

La caccia, piacevole passatempo domenicale, con il passare delle ore piano piano tende a trasformarsi in una vera e propria guerra: squadre di cacciatori che sembrano soldati si aggirano per il bosco.

Una “squadra” di cacciatori si aggira marciando per il bosco

“I più facoltosi si avvalsero di mezzi corazzati e cingolati con attendenti al pezzo […] Un megalomane noleggiò un aereo da bombardamento! […] I meno abbienti contrapposero le non meno efficaci astuzie della guerriglia!”

Uno dei mezzi corazzati presente

Il campo da caccia diventa un campo di battaglia, con carri armati e tutti i mezzi di una vera guerra. Generali nazisti impartiscono ordini alle truppe, mentre Fantozzi è costretto nelle retrovie a cercare un’arma da fuoco da sostituire alla sua fionda. Alcuni provano addirittura a fare agguati dagli alberi (imitati da Fantozzi, ma ovviamente con disastrosi risultati). In una delle scene finali si vedono Filini e Fantozzi che trattano lo scambio di due orecchi sinistri per l’indice della mano destra di un avvocato (con unghia).

“Le ostilità cessarono al tramonto. Tutti tornarono a casa con le loro prede e i loro trofei, giusto in tempo per vedere la Domenica Sportiva.”

Alla fine i due protagonisti vengono catturati, ma con l’orgoglio che sempre li contraddistingue, rilanciano la sfida alla domenica successiva.

 @Giacomo_Baresi